Disturbi alimentari

Binge eating disorder

o disturbo da alimentazione incontrollata (DAI)

Il binge eating disorder (BED) è un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffata, accompagnati da una sensazione di perdita di controllo e da intenso disagio psicologico, talvolta vissuto come una vera e propria dipendenza da cibo. Codificato nel DSM-5-TR (F50.81) e nell’ICD-11 (6B82), è il disturbo alimentare più diffuso nella popolazione generale, con una prevalenza lifetime stimata tra l’1,9% e il 3,5% (Galmiche 2019; Hudson 2007).

Questo disturbo, chiamato anche disturbo da alimentazione incontrollata, è meno noto di altre problematiche alimentari, come l’anoressia. Questo può rendere ancora più difficile per chi ne soffre trovare le risorse necessarie per affrontare il problema. Inoltre, la vergogna spesso associata al disturbo può ostacolare l’apertura verso amici o familiari in cerca di sostegno.

Binge eating
Eccellentesu Trustpilot·100%Focus DCA·120Sanitari specializzati

Quanto è diffuso il binge eating disorder

Il binge eating disorder è il disturbo del comportamento alimentare più frequente nella popolazione generale, con una prevalenza superiore alla somma di anoressia e bulimia messe insieme.

Studi epidemiologici stimano una prevalenza lifetime tra l'1,9% e il 3,5% nella popolazione adulta dei paesi occidentali, con dati italiani che si collocano nella stessa fascia. Il rapporto donne/uomini è di circa 3:2: più equilibrato rispetto agli altri disturbi alimentari, dove la prevalenza femminile è marcatamente superiore.

L'esordio avviene tipicamente in tarda adolescenza o nella prima età adulta. Il BED può presentarsi a qualsiasi peso corporeo: l'associazione con l'obesità è frequente ma non automatica, e la diagnosi si basa sulla presenza dei criteri clinici, non sull'indice di massa corporea.

Sintomi e segnali del binge eating da riconoscere

I criteri che definiscono i sintomi del disturbo alimentazione incontrollata indicati dal DSM-5-TR (American Psychiatric Association, 2022) sono:

  • polifagia o ricorrenti episodi di abbuffate compulsive, ovvero mangiare, in un periodo definito di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili
  • sensazione di perdita di controllo durante l’episodio
  • mangiare da soli per imbarazzo causato dal marcato disagio riguardo alle abbuffate
  • mangiare molto più rapidamente del normale
  • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni.
  • senso di colpa, depressione e disgusto in seguito all’abbuffata.

L’abbuffata si verifica, in media, almeno una volta alla settimana per 3 mesi e non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie come nella bulimia nervosa.

A seconda della quantità di abbuffate, viene definita la gravità del problema che va da lieve (1-3 episodi di abbuffata a settimana) a estrema (14 o più episodi di abbuffata a settimana).

Il criterio minimo per la diagnosi è già 1 episodio a settimana per 3 mesi, dunque anche 1 episodio settimanale configura già il disturbo.

Dal nostro podcast Sagome — Episodio 1

La fame che non si vede: binge eating disorder, con Virginia Montemaggi

In questa prima puntata di Sagome parliamo di un disturbo ancora troppo frainteso e poco conosciuto, eppure è il disturbo alimentare più diffuso: il binge eating disorder, o disturbo da alimentazione incontrollata.

Lo facciamo con Virginia Montemaggi, content creator e voce autentica che ha scelto di raccontare il suo percorso senza filtri. Una conversazione che apre lo sguardo su cosa significa convivere con il binge eating, oltre lo stigma e i luoghi comuni.

Conduce Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta e responsabile clinico di Lilac, insieme a Luna Pagnin.

Cause del binge eating disorder

Come per molti disturbi del comportamento alimentare, le cause del binge eating sono multifattoriali. Tra le cause principali possiamo annoverare eventi traumatici, situazioni di abuso ogrossi cambiamenti, ma anche esperienze di bullismo e isolamento, oltre che la pressione sociale verso un ideale irrealistico di bellezza.

Inoltre, tra le cause del BED possiamo trovare la restrizione alimentare: per esempio, secondo alcuni studi, chi segue frequentemente una dieta restrittiva, ha maggior probabilità di sviluppare episodi di abbuffata negli anni successivi.

Bisogna poi considerare i fattori psicologici come la difficoltà di regolazione delle emozioni, bassa autostima o perfezionismo che possono portare la persona a utilizzare il cibo come strumento per gestire le emozioni.

Nutrizione e alimentazione sana

Complicanze mediche del binge eating disorder

Gli episodi ricorrenti di abbuffata, soprattutto se si associano nel tempo ad aumento ponderale, espongono l’organismo a un carico metabolico e psicosociale rilevante. Riconoscere precocemente le complicanze permette di affiancare al lavoro psicoterapeutico la valutazione medica delle aree più a rischio.

Le conseguenze del binge eating disorder

Come indicato nel DSM-5, il binge eating disorder può essere associato a conseguenze funzionali come problemi di adattamento al ruolo sociale, compromissione della qualità di vita e patologie quali l’obesità.

Inoltre, secondo alcune ricerche, disturbi come il BED possono compromettere la composizione del microbiota intestinale. In termini psicologici, il disturbo da alimentazione incontrollata può portare a disturbi dell’umore e di ansia.

Dal nostro canale YouTube

Il binge eating è la punta dell’iceberg: l’intervista a Virginia Montemaggi

Il binge eating disorder è un disturbo ancora troppo frainteso e poco conosciuto, eppure è il disturbo alimentare più diffuso. Le sue conseguenze (fisiche, emotive, sociali) spesso sono solo la punta dell'iceberg di una sofferenza più profonda.

Nel podcast Sagome ne abbiamo parlato con Virginia Montemaggi, content creator che ha scelto di raccontare il suo percorso senza filtri. Una conversazione che ti aiuta a riconoscere quello che il binge eating nasconde davvero, oltre il sintomo visibile.

Comorbilità con altri disturbi

Il BED può manifestarsi come fenomeno autonomo o in comorbilità con altri disturbi mentali, aggravando il quadro clinico complessivo della malattia.

Tra le più comuni si riscontrano il binge drinking, ma anche disturbi psichiatrici quali il disturbi bipolare, i disturbi d’ansia e i disturbi depressivi, il disturbo borderline di personalità.

La ricerca ha evidenziato anche una comorbilità tra binge eating e ADHD, disturbi specificamente associati allo stress, disturbi del controllo degli impulsi e, sebbene in maniera minore, i disturbi da uso di sostanze.

Come capire se una persona vicina a te soffre di binge eating

Il disturbo da alimentazione incontrollata non è solo “fame emotiva”, sebbene anche in questo caso il cibo viene utilizzato come mezzo per gestire emozioni, stress e sofferenza. 

A volte le abbuffate avvengono in veri e propri stati dissociativi, tanto da avvertire un cambiamento nello stato di coscienza o da non ricordare cosa è successo dopo che l’episodio dissociativo è avvenuto. 

Altrettanto spesso, il problema alimentare si accompagna a vissuti depressivi, ansiosi o ad altre dipendenze ed è molto frequente che nella vita di chi combatte con un disturbo da alimentazione incontrollata vi siano episodi traumatici o storie di abusi e maltrattamenti.

Come capire, allora, se si soffre di binge eating? 

È importante non sottovalutare i segnali del disturbo e accompagnare la persona che ne soffre verso un percorso di guarigione condotto da esperti come psicoterapeuti specializzati in DCA

È altresì fondamentale non assumere un atteggiamento giudicante o che sminuisca il problema riducendolo a una questione di volontà.

Trattamenti evidence-based per il binge eating disorder

Le linee guida internazionali (NICE 2017, APA Practice Guidelines) raccomandano protocolli psicoterapeutici specifici, integrati quando indicato con una farmacoterapia mirata. Il BED è uno dei pochi disturbi alimentari per cui esiste un trattamento farmacologico approvato.

L’approccio terapeutico di Centro Lilac​

Intervenire tempestivamente è cruciale per aumentare le probabilità di una guarigione completa e la psicoterapia può essere di fondamentale aiuto. Con un percorso di psicoterapia si interverrà infatti, per esempio, sulla gestione dello stress e delle emozioni, così da individuare le cause che possono scatenare gli episodi di abbuffata, come ansia, tristezza o frustrazione. Approfondisci: ansia e alimentazione, che legame c’è. Attraverso un approccio integrato e multidisciplinare poi, si potrà lavorare anche sullo sviluppo di una relazione sana con il cibo.

L’obiettivo finale è quello di aiutare le persone affette da BED a guarire le loro relazioni con il cibo e i loro corpi. I pazienti si rivolgono alle cure con vergogna e disprezzo per se stessi. Serve molto coraggio per compiere questo salto e cercare un trattamento che si occupi del malessere psicologico e fisico causato da una cultura che stigmatizza il peso e, molto spesso, un conseguente disturbo alimentare.

Come iniziare il tuo percorso

Tre passi semplici per cominciare a stare meglio

1

Prima consulenza gratuita

Un incontro conoscitivo senza impegno per capire i tuoi bisogni e come possiamo aiutarti.

2

Valutazione multidisciplinare

Il nostro team di psicologi e dietisti valuta insieme la tua situazione per costruire un quadro completo.

3

Percorso personalizzato

Un piano su misura che integra psicoterapia e nutrizione, con il supporto costante della nostra equipe.

FAQ

Che significa binge eating?

Il binge eating è un disturbo alimentare caratterizzato da abbuffate ricorrenti, con grande quantità di cibo in poco tempo e sensazione di perdita di controllo, spesso seguite da vergogna e senso di colpa.

Come aiutare chi soffre di binge eating?

Un buon modo può essere ascoltare senza giudizio, incoraggiare la persona a chiedere aiuto a uno psicoterapeuta o a un centro specializzato in disturbi alimentari e offrirle supporto pratico nelle difficoltà quotidiane, senza focalizzarti solo sul cibo.
Quali sono le differenze tra binge eating e bulimia?

Nel binge eating ci sono abbuffate senza comportamenti compensatori (come vomito autoindotto, lassativi o eccessivo esercizio), mentre nella bulimia le abbuffate sono seguite da condotte tese a “eliminare” il cibo ingerito.
Come si diagnostica il disturbo da alimentazione incontrollata (DAI)?

La diagnosi di DAI viene fatta da specialisti (psichiatra, psicologo, centri DCA) attraverso colloqui clinici, eventuali test diagnostici e valutazione dei sintomi e dei comportamenti alimentari.
Che cos’è il mindful eating?

Il mindful eating è un approccio al cibo basato sulla consapevolezza: aiuta a mangiare ascoltando fame e sazietà, riconoscendo le emozioni legate al cibo per ritrovare un rapporto sano ed equilibrato con esso.
Come uscire dal BED?

Dal disturbo da alimentazione incontrollata si può uscire, seguendo una terapia che può includere un percorso psicologico e di educazione alimentare e, se necessario, supporto medico.
Si può guarire dal binge eating disorder?

Sì. La ricerca clinica mostra che il binge eating disorder risponde bene al trattamento, soprattutto se affrontato con un percorso strutturato e multidisciplinare.

La terapia cognitivo-comportamentale potenziata per i disturbi alimentari (CBT-E, sviluppata da Christopher Fairburn) è considerata il trattamento di prima linea per il BED dalle principali linee guida internazionali (NICE 2017, APA Practice Guidelines): negli studi clinici controllati, circa il 60% dei pazienti raggiunge la remissione delle abbuffate al termine del trattamento, con risultati che si mantengono nel follow-up a 12 mesi.

I fattori che migliorano la prognosi sono la diagnosi precoce, un percorso che integri psicoterapia, supporto nutrizionale e, dove necessario, valutazione medica delle comorbilità (cardio-metaboliche e psichiatriche). Anche dopo molti anni di malattia il recupero resta possibile: la cosa più importante è non rimanere soli e affidarsi a un'équipe esperta nei disturbi alimentari.

Pensi di soffrire di binge eating disorder?

Rispondi a poche domande per capire se quello che provi merita attenzione. Gratuito, anonimo, in 3 minuti.

Fai il test per il binge eating

Anonimo3 minutiBasato su strumenti clinici validati

Prima consulenza gratuita

Prima consulenza
gratuita