Binge eating disorder (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata (DAI)

Non sei solo: conoscerlo è già un passo avanti

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A differenza del normale stimolo della fame, il binge eating non è una risposta a una necessità fisica, ma piuttosto un comportamento compulsivo spesso legato a stress emotivo o psicologico. A volte può essere avvertito da chi ne soffre come una vera e propria dipendenza da cibo.

Questo disturbo, chiamato anche disturbo da alimentazione incontrollata, è meno noto di altre problematiche alimentari, come l’anoressia. Questo può rendere ancora più difficile per chi ne soffre trovare le risorse necessarie per affrontare il problema. Inoltre, la vergogna spesso associata al disturbo può ostacolare l’apertura verso amici o familiari in cerca di sostegno.

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Che cos’è il binge eating disorder

Il disturbo da alimentazione incontrollata è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da episodi di consumo incontrollato di grandi quantità di cibo in un breve periodo di tempo senza comportamenti compensatori come condotte di eliminazione o esercizio fisico eccessivo (che costituisce la principale differenza tra binge eating e bulimia).

Sintomi e segnali del binge eating da riconoscere

I criteri che definiscono i sintomi del disturbo alimentazione incontrollata indicati dal DSM-5 sono:

  • polifagia o ricorrenti episodi di abbuffate compulsive, ovvero mangiare, in un periodo definito di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili
  • sensazione di perdita di controllo durante l’episodio
  • mangiare da soli per imbarazzo causato dal marcato disagio riguardo alle abbuffate
  • mangiare molto più rapidamente del normale
  • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni.
  • senso di colpa, depressione e disgusto in seguito all’abbuffata.

L’abbuffata si verifica, in media, almeno una volta alla settimana per 3 mesi e non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie come nella bulimia nervosa.

A seconda della quantità di abbuffate, viene definita la gravità del problema che va da lieve (1-3 episodi di abbuffata a settimana) a estrema (14 o più episodi di abbuffata a settimana).

Il criterio minimo per la diagnosi è già 1 episodio a settimana per 3 mesi, dunque anche 1 episodio settimanale configura già il disturbo.

Cause del binge eating disorder

Come per molti disturbi del comportamento alimentare, le cause del binge eating sono multifattoriali. Tra le cause principali possiamo annoverare eventi traumatici, situazioni di abuso ogrossi cambiamenti, ma anche esperienze di bullismo e isolamento, oltre che la pressione sociale verso un ideale irrealistico di bellezza.

Inoltre, tra le cause del BED possiamo trovare la restrizione alimentare: per esempio, secondo alcuni studi, chi segue frequentemente una dieta restrittiva, ha maggior probabilità di sviluppare episodi di abbuffata negli anni successivi.

Bisogna poi considerare i fattori psicologici come la difficoltà di regolazione delle emozioni, bassa autostima o perfezionismo che possono portare la persona a utilizzare il cibo come strumento per gestire le emozioni.

Nutrizione e alimentazione sana

Le conseguenze del binge eating disorder

Come indicato nel DSM-5, il binge eating disorder può essere associato a conseguenze funzionali come problemi di adattamento al ruolo sociale, compromissione della qualità di vita e patologie quali l’obesità.

Inoltre, secondo alcune ricerche, disturbi come il BED possono compromettere la composizione del microbiota intestinale. In termini psicologici, il disturbo da alimentazione incontrollata può portare a disturbi dell’umore e di ansia.

Comorbilità con altri disturbi

Il BED può manifestarsi come fenomeno autonomo o in comorbilità con altri disturbi mentali, aggravando il quadro clinico complessivo della malattia.

Tra le più comuni si riscontrano il binge drinking, ma anche disturbi psichiatrici quali il disturbi bipolare, i disturbi d’ansia e i disturbi depressivi, il disturbo borderline di personalità.

La ricerca ha evidenziato anche una comorbilità tra binge eating e ADHD, disturbi specificamente associati allo stress, disturbi del controllo degli impulsi e, sebbene in maniera minore, i disturbi da uso di sostanze.

Come capire se una persona vicina a te soffre di binge eating

Il disturbo da alimentazione incontrollata non è solo “fame emotiva”, sebbene anche in questo caso il cibo viene utilizzato come mezzo per gestire emozioni, stress e sofferenza. 

A volte le abbuffate avvengono in veri e propri stati dissociativi, tanto da avvertire un cambiamento nello stato di coscienza o da non ricordare cosa è successo dopo che l’episodio dissociativo è avvenuto. 

Altrettanto spesso, il problema alimentare si accompagna a vissuti depressivi, ansiosi o ad altre dipendenze ed è molto frequente che nella vita di chi combatte con un disturbo da alimentazione incontrollata vi siano episodi traumatici o storie di abusi e maltrattamenti.

Come capire, allora, se si soffre di binge eating? 

È importante non sottovalutare i segnali del disturbo e accompagnare la persona che ne soffre verso un percorso di guarigione condotto da esperti come psicoterapeuti specializzati in DCA

È altresì fondamentale non assumere un atteggiamento giudicante o che sminuisca il problema riducendolo a una questione di volontà.

L’approccio terapeutico di Centro Lilac​

Intervenire tempestivamente è cruciale per aumentare le probabilità di una guarigione completa e la psicoterapia può essere di fondamentale aiuto. Con un percorso di psicoterapia si interverrà infatti, per esempio, sulla gestione dello stress e delle emozioni, così da individuare le cause che possono scatenare gli episodi di abbuffata, come ansia, tristezza o frustrazione. Attraverso un approccio integrato e multidisciplinare poi, si potrà lavorare anche sullo sviluppo di una relazione sana con il cibo.

L’obiettivo finale è quello di aiutare le persone affette da BED a guarire le loro relazioni con il cibo e i loro corpi. I pazienti si rivolgono alle cure con vergogna e disprezzo per se stessi. Serve molto coraggio per compiere questo salto e cercare un trattamento che si occupi del malessere psicologico e fisico causato da una cultura che stigmatizza il peso e, molto spesso, un conseguente disturbo alimentare.

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FAQ

Che significa binge eating?

Il binge eating è un disturbo alimentare caratterizzato da abbuffate ricorrenti, con grande quantità di cibo in poco tempo e sensazione di perdita di controllo, spesso seguite da vergogna e senso di colpa.

Come aiutare chi soffre di binge eating?

Un buon modo può essere ascoltare senza giudizio, incoraggiare la persona a chiedere aiuto a uno psicoterapeuta o a un centro specializzato in disturbi alimentari e offrirle supporto pratico nelle difficoltà quotidiane, senza focalizzarti solo sul cibo.
Quali sono le differenze tra binge eating e bulimia?

Nel binge eating ci sono abbuffate senza comportamenti compensatori (come vomito autoindotto, lassativi o eccessivo esercizio), mentre nella bulimia le abbuffate sono seguite da condotte tese a “eliminare” il cibo ingerito.
Come si diagnostica il disturbo da alimentazione incontrollata (DAI)?

La diagnosi di DAI viene fatta da specialisti (psichiatra, psicologo, centri DCA) attraverso colloqui clinici, eventuali test diagnostici e valutazione dei sintomi e dei comportamenti alimentari.
Che cos’è il mindful eating?

Il mindful eating è un approccio al cibo basato sulla consapevolezza: aiuta a mangiare ascoltando fame e sazietà, riconoscendo le emozioni legate al cibo per ritrovare un rapporto sano ed equilibrato con esso.
Come uscire dal BED?

Dal disturbo da alimentazione incontrollata si può uscire, seguendo una terapia che può includere un percorso psicologico e di educazione alimentare e, se necessario, supporto medico.

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