In questo articolo dialoghiamo con la dott.ssa Ilaria D’Errico, dietista non prescrittiva, supervisora e componente del comitato scientifico di Lilac, alla quale abbiamo posto alcune domande per esplorare il tema fertilità e alimentazione.
Avevamo già realizzato un webinar su infertilità e DCA, con l’obiettivo di fare chiarezza su un tema spesso considerato tabù. Ma veniamo a noi e iniziamo con la nostra intervista.
Come l’alimentazione influisce sulla fertilità?
Buongiorno Ilaria e grazie per questa intervista. Iniziamo subito con la prima domanda: partendo dalla tua esperienza clinica, come influiscono o possono influire l’alimentazione e la condotta alimentare sulla fertilità femminile e maschile?
“Il comportamento alimentare e le credenze che si possono avere sui cibi e i loro effetti su salute e/o corpo sono profondamente connessi agli esiti sul miglioramento o peggioramento della fertilità, sia maschile che femminile.
Sebbene l’alimentazione non sia né l’unico né il principale fattore da considerare, le informazioni disfunzionali interiorizzate possono portare a un peggioramento della qualità di vita alimentare globale, con la possibilità di:
sviluppare episodi di craving, che è quell’impulso irrefrenabile che porta ad attuare un determinato comportamento (lo possiamo notare nella dipendenza da cibo) o, nel caso delle dipendenze da sostanze, assumerne una
rafforzamento di dinamiche causa-effetto dei cibi non supportate da evidenza scientifica oscillazioni tra restrizioni e iper alimentazioni
spostamento del focus sul controllo e la rigidità delle scelte alimentari
peggioramento del rapporto con il proprio corpo (con effetti anche sulla salute sessuale e affettiva)
maggiore facilità di essere influenzati dal marketing intorno a cibi e integratori per la fertilità che non hanno evidenze sull’efficacia.”
Focus: alimentazione e fertilità maschile
Quando si parla di “alimentazione e fertilità maschile”, quali sono i fattori dietetici che sembrano incidere di più sui parametri seminali (motilità, concentrazione, morfologia) e sul rischio di infertilità?
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“Le evidenze rispetto a consigli alimentari specifici in ambito di fertilità non sono univoche o sufficientemente solide per poter esprimere un unico suggerimento valido per tutti.
Sarà preferibile valutare ogni caso singolo in collaborazione con la parte medica e poter conoscere quali equilibri alimentari permettano di favorire un ottimale funzionamento e un livello di qualità di vita alimentare adeguato.”
Focus: alimentazione e fertilità femminile
Ci sono invece fattori che incidono sulla fertilità femminile?
“Da un punto di vista nutrizionale, non esistono cibi che di per sé influenzano negativamente la fertilità.
L’obiettivo del supporto alimentare dovrà essere orientato alla ricerca di un’alimentazione personale di benessere, alla conoscenza e mantenimento del proprio peso naturale e all’equilibrio delle altre sfere di vita che influenzano la fertilità: per esempio quella psicologica, sociale e ambientale.”
Dieta per la fertilità: sfatiamo un mito
Hai accennato all’influenza delle strategie di marketing legate al cibo, che non hanno nessun fondamento scientifico. Aiutaci allora a sfatare un mito: esiste davvero una “dieta per la fertilità”?
E ti chiediamo anche: quali caratteristiche può avere un modello di alimentazione per la fertilità che possa essere efficace, se ne esiste uno?
“No, non esiste un modello unico alimentare valido supportato scientificamente sulla fertilità nel suo complesso.
Ci sono studi su alimentazione e fertilità che portano alcune evidenze su interventi nutrizionali specifici e limitati nel tempo in base alla fase in cui ci si trova (sia del ciclo mestruale sia se si sta affrontando un percorso di PMA), ma devono essere valutati caso per caso in base:
alle necessità
al background di salute globale
alla predisposizione a sviluppare condotte alimentari disfunzionali (per esempio la presenza o un passato di DCA o comorbilità con altre patologie e bisogni di salute specifici).”
Possiamo allora supporre che anche nel caso di alimenti e vitamine che aiutano la fertilità bisogna ragionare caso per caso, corretto?
“Sì, esatto. Anche la supplementazione adeguata è un trattamento che va personalizzato e formulato in un lavoro sinergico tra le due figure specializzate in ginecologia e in nutrizione.
Questo perché dipende dal motivo che fa richiedere l’integrazione e che, di conseguenza, orienterà la scelta dell’integratore più indicato (se necessario) e l’affiancamento nutrizionale di supporto coerente a tutte le necessità di salute presenti.”
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Dieta mediterranea
La dieta mediterranea viene spesso citata come “protettiva”: cosa ci dicono le ricerche su dieta mediterranea e fertilità e quali elementi la rendono un modello interessante per le coppie che cercano una gravidanza?
“La dieta mediterranea è l’unico modello alimentare attualmente più supportato scientificamente, perché porta molteplici benefici alla salute umana e quindi anche alla dimensione della fertilità sia maschile che femminile.
Va sottolineato, però, che la salute alimentare complessiva (quindi considerando anche la sfera psicologica, sociale, culturale e ambientale) e quella della fertilità non dipendono esclusivamente dalle proprie scelte alimentari.
Pertanto, sarà necessario considerare tutte le sfere di salute individuale che hanno un ruolo diretto e indiretto su questo tema e trovare uno stile di vita, non solo una base alimentare, che sia funzionale alla persona specifica e soprattutto sostenibile e di benessere durante le fasi di trattamento.”
Perché l’alimentazione migliora la fertilità?
A questo punto della nostra intervista vogliamo chiederti quali meccanismi chiave entrano in gioco nella scelta di un’alimentazione sana per le coppie che desiderano avere dei figli.
“L’alimentazione ha un ruolo nel proprio benessere di vita che dipende principalmente da meccanismi biologici, psicologici e sociali.
Questi fattori fanno da pilastro al benessere personale e possono condizionarsi a vicenda. Un buon intervento nutrizionale è quello che prende in considerazione come viviamo la nostra alimentazione in ognuna di queste sfere e che fornisca degli strumenti che permettano di trovare il proprio equilibrio in ognuna di esse.
Lavorando a “compartimenti stagni” (per esempio solo sulla biologia) perdiamo gli altri elementi altrettanto impattanti e di sostegno alla nostra salute.”
Alimentazione come stile di vita, anche per la fertilità
Che ruolo hanno lo stile di vita complessivo (quindi non solo dieta, ma anche attività fisica, alcol, fumo, qualità del sonno, gestione dello stress) nel supportare la fertilità e nel potenziare gli effetti di una dieta equilibrata?
“Questa è una domanda più di competenza medica, ma potremmo rispondere che in generale, e per quel che abbiamo detto anche prima, tutti i fattori che concorrono al nostro benessere entrano in una relazione di reciproca influenza.
Pertanto, sarà utile indagare e trovare il proprio livello di qualità di vita adeguata per ognuno di questi ambiti.
Da un punto di vista nutrizionale, un’eccessiva attività fisica, il fumo, una scarsa qualità del sonno e lo stress in particolare, agiscono direttamente e indirettamente sul nostro funzionamento metabolico e ormonale, e possono influenzare sia i nostri comportamenti alimentari che la risposta adeguata agli stimoli naturali all’alimentazione (fame-sazietà in primis).”
Seguire un percorso nutrizionale pre-concezionale
Quanto tempo serve, realisticamente, perché un cambiamento nello stile alimentare inizi a produrre benefici misurabili sulla fertilità e quali sono gli obiettivi più realistici da porsi in un percorso nutrizionale pre-concezionale?
“Se consideriamo la PMA, per esempio, il supporto nutrizionale prevede il suo periodo ottimale di inizio nei 3 mesi precedenti la prima stimolazione o il transfer.
Gli obiettivi realistici consistono nell’individuare, con la propria figura terapeutica che ci accompagnerà in questo percorso, l’equilibrio più sostenibile e appagante di tutti i propri bisogni alimentari.
Questo sarà fondamentale per prevenire l’eventuale insorgenza di disordini alimentari, sia per vivere queste fasi in modo non medicalizzante, ma focalizzandosi sul proprio benessere psicofisico globale.”
Alimentazione, fertilità e DCA
In una delle tue precedenti risposte hai citato i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. In che modo disturbi come anoressia e bulimia possono influenzare l’ovulazione, il ciclo mestruale e, più in generale, la fertilità?
“I comportamenti alimentari restrittivi (con o senza successive compensazioni di diverse tipologie) possono compromettere il buon funzionamento di tutto l’organismo: ne sono un esempio le alterazioni endocrine conseguenti all’anoressia nervosa, l’interruzione del ciclo mestruale (che ricordiamo essere tra conseguenze fisiche della bulimia e di altri disturbi) e la compromissione di un’adeguata massa grassa, che ha un ruolo centrale in questo aspetto della salute.”
Dieta e fertilità: tiriamo le somme
Grazie Ilaria per averci accompagnato fin qui. Prima di salutarci, vogliamo farti un’ultima domanda che potrà essere ulteriormente utile a chi ci legge.
Guardando agli studi più recenti su alimentazione e fertilità, quali sono secondo te i messaggi davvero basati su evidenze che vale la pena evidenziare e quali, invece, sono miti o semplificazioni fuorvianti che incontri più spesso?
“L’elemento certo, a oggi, è che non possiamo basarci su certezze specifiche in ambito di consigli alimentari, pertanto diffiderei di messaggi che portano come risolutivo o curativo un modello alimentare specifico o un certo integratore.
Entrambi questi elementi avranno un ruolo e un’influenza sul proprio percorso e sulla propria fertilità, ma non esiste un riferimento generico e valido per tutti.
La risposta ai propri dubbi sarà da ricercare nella stanza di cura con i propri professionisti sanitari, che avranno la possibilità di conoscere e accogliere la nostra storia e le nostre necessità e fornirci, di conseguenza, le informazioni più opportune per noi.
Darsi la possibilità di trovare un ambiente di fiducia terapeutica e professionale sarà il primo, più prezioso e protettivo passo da compiere per il nostro benessere.”
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