A tutti noi può essere capitato di passare dei periodi in cui mangiamo più del solito, in un modo compulsivo e indipendentemente dallo stimolo della fame. Capita infatti che il cibo possa essere utilizzato per gestire alcune emozioni, come lo stress o le emozioni che viviamo in momenti difficili.
In alcuni casi è possibile trovarsi in presenza di dipendenza da cibo, ovvero un fenomeno che porta la persona a consumare il cibo in modo compulsivo e talvolta incontrollato, per tenere a bada quelle emozioni che portano sofferenza.
Si tratta di una definizione usata soprattutto in ambito divulgativo e da alcune correnti della ricerca scientifica ma, a oggi, non rappresenta una diagnosi clinica ufficiale riconosciuta dal DSM-5 o dall’ICD-11. Vediamo più in dettaglio cos’è la dipendenza da cibo.
Cos’è la dipendenza da cibo?
La dipendenza da cibo (o food addiction) si presenta quando la persona sviluppa un comportamento disfunzionale riguardo il cibo. Si parla di “dipendenza da cibo” per riferirsi a un insieme di comportamenti che possono ricordare le dinamiche tipiche di altre dipendenze (come il craving, la perdita di controllo, la ricerca del sollievo emotivo), pur non potendo parlare, in senso stretto, di una dipendenza da una sostanza (come avviene con droghe o alcol).
Alcuni studiosi propongono che la risposta neurobiologica a determinati alimenti altamente processati – soprattutto quelli ricchi di zuccheri e grassi – possa attivare i circuiti cerebrali della ricompensa in modo simile a sostanze psicoattive.
Tuttavia, la comunità scientifica è divisa: c’è chi considera questa somiglianza insufficiente per parlare di vera e propria “dipendenza”, e chi invece sostiene la necessità di riconoscerla come categoria clinica a sé.
La dipendenza da cibo segue, piuttosto, dinamiche simili a quelle delle altre dipendenze (come la dipendenza da gioco o da shopping):
- il disagio emotivo crea malessere
- la persona cerca sollievo consumando grandi quantità di determinati cibi
- il cibo “anestetizza” il disagio emotivo e dà piacere immediato, perché attiva il sistema di ricompensa del cervello
- si perde il controllo e si consuma cibo in modo compulsivo
- quel piacere provato in precedenza lascia spazio al senso di colpa e alla vergogna, provocando un nuovo disagio emotivo
- il cibo, torna a essere l’unico “rimedio” possibile al nuovo disagio emotivo e la volontà di “non ricaderci” viene disattesa.
Temi di soffrire di un disturbo alimentare?
Il circolo vizioso ricomincia. I cibi scelti sono spesso alimenti che contengono grassi e zuccheri e, più in generale, le sostanze che inibiscono il cortisolo (chiamato anche “ormone dello stress”).
Non a caso, chi vive una dipendenza da cibo sceglie spesso cibi ultra processati e industriali ricchi di tali sostanze e, per questo, spesso si parla di junk food addiction o dipendenza da cibo spazzatura.
Come riconoscere la food addiction
La dipendenza da cibo si manifesta con attacchi di fame incontrollati e che fanno cadere la persona che ne soffre nel circolo vizioso della dipendenza.
Esploriamo più in dettaglio i sintomi della dipendenza da cibo e le sue manifestazioni più comuni:
- desiderio intenso e persistente di cibi specifici
- perdita di controllo sul comportamento alimentare
- consumo eccessivo di cibo anche quando non si ha fame
- senso di colpa, vergogna o ansia dopo le abbuffate
- astinenza, assuefazione.
Quali sono le cause della dipendenza da cibo?
Lo abbiamo accennato, la dipendenza da cibo è la manifestazione di problematiche psicologiche che la persona non riesce a gestire e che, quindi, prova ad “addomesticare” con il consumo compulsivo di determinati cibi.
Le cause più comuni della dipendenza da cibo sono spesso psicologiche, e tra queste annoveriamo:
- stress cronico
- traumi
- bassa autostima
- scarso senso di autoefficacia.
È importante ricordare che il comportamento alimentare disfunzionale non è una colpa, né un segno di debolezza, ma spesso la risposta a un disagio emotivo profondo che merita ascolto e cura.

Dipendenza da cibo e disturbi psicologici
La dipendenza dal cibo, come abbiamo visto, non riguarda il “mangiare troppo” né “avere sempre fame” o la mancanza di “forza di volontà” a tavola.
Nella dipendenza da cibo, quest’ultimo viene usato come strumento di compensazione emotiva o di controllo in situazioni di disagio e che fa scattare un meccanismo che si ripete incessantemente.
Proprio questo meccanismo evidenzia il frequente legame tra depressione e dipendenza da cibo: entrambe, possono essere causa e conseguenza di questo comportamento disfunzionale e, in caso di depressione severa, un importante ostacolo per la guarigione.
Che legame c’è, invece, tra la dipendenza da cibo e i DCA?
DCA e dipendenza da cibo
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) non annovera la dipendenza da cibo tra i disturbi della nutrizione dell’alimentazione, sebbene abbiano qualche caratteristica in comune ma anche alcune differenze.
La prima differenza, come abbiamo più volte evidenziato in questo articolo, è il meccanismo di dipendenza. C’è da aggiungere poi che:
- rispetto alla bulimia, nella dipendenza da cibo non ci sono condotte compensatorie
- rispetto al binge eating disorder, i cibi scelti nella dipendenza da cibo sono specifici (perché la persona ne è dipendente).
La dipendenza da cibo ha anche delle differenza rispetto alla fame nervosa. Quest’ultima potrebbe far insorgere una dipendenza da cibo o altri tipi di disturbi alimentari, ma non segue il meccanismo della dipendenza anche se si manifesta in presenza di difficoltà emotive. Inoltre, non necessariamente si manifesta con il consumo di cibi specifici come invece accade nella food addiction.
C’è da ricordare che il costrutto della food addiction è oggetto di crescente attenzione nella ricerca, anche per comprendere alcune manifestazioni del binge eating o delle abbuffate non altrimenti specificate.
Come superare la dipendenza da cibo?
Il legame tra psicologia e nutrizione è profondo e importante e, per questo, il primo passo per uscire dal circolo vizioso della dipendenza da cibo può essere quello di rivolgersi a un professionista della salute mentale come uno psicoterapeuta per disturbi alimentari.
Insieme a un professionista, si potranno individuare le azioni più utili per rompere il meccanismo della dipendenza e costruire percorsi di educazione emotiva che aiutino la persona a interpretare il consumo di cibo in modo sano.
Temi di soffrire di un disturbo alimentare?
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