Clean eating: i rischi del “mangiare pulito”

Clean eating: i rischi del mangiare pulito
WhatsApp
Facebook
X
Copia link

Il concetto di clean eating o “mangiare pulito”, in genere indica un’alimentazione basata su cibi percepiti come “naturali”, “puri”, integrali o poco processati, accompagnata dall’evitamento di alimenti industriali, zuccheri, additivi o interi gruppi alimentari. 

Questa tendenza è diffusa soprattutto sui social media da food blogger, coach di stile di vita, influencer e anche qualche professionista della sanità, nel tentativo di promuovere un rapporto sano con il cibo che però si rivela invece gravemente compromesso.

 

Che cos’è il clean eating: le ricerche scientifiche

Non esiste una definizione specifica del concetto di mangiare pulito, ma è stato esplorato il modo in cui questo viene inteso dalle giovani generazioni. In uno degli studi più significativi in questo ambito è stato mostrato che la maggior parte dei partecipanti considerava il “mangiare pulito” una pratica salutare e il 41% dichiarava che probabilmente avrebbe provato a seguirlo. 

Tuttavia, solo una minoranza riconosceva i possibili rischi legati alla rigidità alimentare, alla classificazione dei cibi come “buoni” o “cattivi” e alla possibilità che tali comportamenti contribuiscano a un rapporto disfunzionale con l’alimentazione.

Hai dubbi sul tuo rapporto con il cibo?

Scopri in 3 minuti se c'è qualcosa di più. Il test è gratuito, anonimo e basato su strumenti clinici validati.

Fai il test gratuito

Anonimo 3 minuti Basato su strumenti clinici validati

Questo dato è importante perché mostra come una pratica come il clean eating possa rendere meno visibili alcuni comportamenti restrittivi: una persona potrebbe non percepirsi come “a dieta”, ma pensare semplicemente di stare adottando uno stile di vita più sano.

Un altro studio ha coinvolto 148 studenti universitari, ai quali è stato chiesto prima di descrivere liberamente il significato del “mangiare pulito” e poi di valutare cinque diverse diete, tra cui una dieta senza glutine, una vegana, una alcalina, una basata sulla sostituzione dei pasti e una dieta equilibrata. 

I partecipanti associavano il clean eating soprattutto al consumo di alimenti naturali, biologici e poco processati, ma anche all’eliminazione di zuccheri, grassi, fast food e altri cibi considerati poco salutari. 

La maggioranza dei partecipanti aveva un’opinione favorevole del clean eating: circa il 71% lo considerava salutare e, anche in questo caso, solo una minoranza riconosceva esplicitamente il rischio che una dieta basata sulla restrizione potesse favorire un rapporto problematico con il cibo o contribuire allo sviluppo di un disturbo alimentare. 

 

Le tendenze social che propongono il clean eating

Sappiamo che DCA e social media sono profondamente legati a causa della diffusione di un numero enorme di contenuti che: 

  • veicolano la cultura della dieta per raggiungere ideali estetici irrealistici
  • alimentano lo stigma di non avere un corpo “conforme” a questi ideali, innescando meccanismi come la grassofobia interiorizzata
  • associano il valore personale, la disciplina e il successo al controllo del corpo e dell’alimentazione.

 

Nel caso del “mangiare pulito”, molti personaggi social di dubbia competenza sui temi della nutrizione suggeriscono quali sono i cibi consigliati per una dieta clean eating, privilegiando frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca, semi e fonti proteiche come pesce, uova, latticini, carne o alternative vegetali e consigliando una dieta senza cibi processati.

Il clean eating è anche inteso come una strategia per perdere peso, ma non è una dieta dimagrante standardizzata e non esistono prove sufficienti per considerarlo superiore ad altri approcci nutrizionali.

Mangiare pulito per perdere peso, dunque, è più una tendenza alimentare che maschera comportamenti disfunzionali: l’eventuale dimagrimento, infatti, dipende dal cambiamento complessivo dell’alimentazione e dell’apporto energetico, non dalla presunta “purezza” degli alimenti. 

Il fatto di consumare soprattutto prodotti poco processati non rende automaticamente sana una dieta né garantisce una perdita di peso. È giusto ricordare infatti che non esiste un elenco scientificamente riconosciuto di alimenti “puliti” o meno e che un’alimentazione equilibrata può includere anche cibi trasformati.

Centro medico specializzato in DCA

Pensi di avere un problema con il cibo? Parlane con noi

La nostra equipe — psicologi, nutrizionisti e medici — lavora insieme per costruire un percorso adatto a te. La prima consulenza è gratuita.

Eccellente su Trustpilot

Prenota una consulenza gratuita

Gratuita e senza impegno 15 minuti Equipe multidisciplinare

 

Thinspo, bonespo e fitspiration

Il clean eating non è la sola tendenza social che promuove scelte alimentari dannose per il benessere psicofisico della persona. Alcuni dei trend che si sono rivelati particolarmente pervasivi e rischiosi sono:

  • i contenuti thinspiration (o thinspo), che idealizzano la magrezza estrema o la restrizione alimentare
  • i contenuti bonespo, ancora più estremi, centrati sull’esaltazione di corpi molto emaciati o sulla visibilità delle ossa
  • i contenuti fitspiration, che promuovono corpi snelli e atletici. 

 

Sebbene (lo ribadiamo) i social media non rappresentino la causa diretta dell’insorgenza di un DAN/DCA, le ricerche sono concordi nel sostenere che l’esposizione a questi tipi di contenuti è associata a una maggiore insoddisfazione corporea e a una minore autostima.

 

Mangiare pulito e rischio di DCA

Sebbene in superficie il mangiare pulito sembrerebbe favorire uno stile di vita sano, questo può facilmente diventare un pendio scivoloso per qualcuno che potrebbe essere suscettibile di sviluppare un disturbo alimentare.  

I benefici del mangiare pulito promossi da chi sostiene questa pratica, consistono nell’evitare cibi particolarmente lavorati, ingredienti artificiali, conservanti e additivi, e promuove il consumo di cibi integrali e minimamente lavorati, pasti piccoli e frequenti e l’integrazione dell’esercizio fisico.

La dieta viene così rappresentata come uno stile di vita completo, associato a salute, bellezza, autocontrollo e successo. 

Il problema nasce quando la ricerca di alimenti “puri” si trasforma in classificazioni morali degli alimenti, applicazione di regole rigide, esclusioni non necessarie, senso di colpa o paura nei confronti di determinati cibi. 

Se la distinzione tra un’alimentazione varia e flessibile e una pratica alimentare restrittiva diventa meno riconoscibile, soprattutto quando l’esclusione di determinati alimenti viene descritta come una scelta “sana” o come una forma di autodisciplina, il rischio di sviluppare disturbi come l’anoressia nervosa o l’ortoressia nervosa è dietro l’angolo.

In una ricerca che ha indagato le le esperienze di blogger donne con ortoressia nervosa, le partecipanti hanno riferito che le loro diete erano inizialmente motivate da problemi di salute (come problemi digestivi) e dal desiderio di essere sane, ma che le influenze sociali (come i confronti sociali di “salute” e le lodi per il perseguimento di comportamenti “sani”) e la mancanza di consapevolezza hanno alimentato le loro difficoltà.

Sebbene l’atteggiamento positivo verso le diete “clean” nella letteratura scientifica sia spesso associato ad alcuni indicatori di alimentazione disordinata, la ricerca non prova un rapporto causale esplicito con i disturbi alimentari.

Tuttavia, il clean eating può mascherare comportamenti problematici: una dieta può essere descritta come sana e “pulita” anche quando richiede molto tempo, limita la vita sociale, provoca stress o interferisce con le attività quotidiane. 

Questo è particolarmente importante perché mostra come la sofferenza non dipenda soltanto dagli alimenti eliminati, ma anche dal grado di rigidità, dalla preoccupazione e dall’impatto del comportamento sulla vita della persona. 

 

Il supporto di Centro Lilac

Mangiare non è semplicemente una questione morale, e scegliere di mangiare alcuni cibi piuttosto che altri non può in qualche modo rendere una persona “buona” o “pulita”.

Quando seguire una tendenza alimentare, come il “mangiare pulito” diventa un’ossessione, è importante dare uno sguardo preciso a ciò che potrebbe accadere per aiutare a prevenire l’insorgere di problemi più gravi.

Se tu o una persona a te cara state vivendo un rapporto poco sereno e conflittuale con il cibo e l’aspetto fisico, può essere molto utile rivolgersi a esperti nella cura dei DAN/DCA.

Il primo passo è semplice e puoi farlo ovunque tu sia: prenota il primo colloquio gratuito e parla con uno dei nostri professionisti, per valutare insieme quali sono le tue esigenze e costruire un percorso personalizzato e che vada al ritmo dei tuoi bisogni e ti supporti nella costruzione o ricostruzione di un rapporto sereno con il cibo e la tua immagine corporea.

 

Bibliografia

  • Ambwani S, Shippe M, Gao Z, Austin SB. Is #cleaneating a healthy or harmful dietary strategy? Perceptions of clean eating and associations with disordered eating among young adults. J Eat Disord. 2019 Jun 3;7:17. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31171970/
  • Ambwani S, Sellinger G, Rose KL, Richmond TK, Sonneville KR. “It’s Healthy Because It’s Natural.” Perceptions of “Clean” Eating among U.S. Adolescents and Emerging Adults. Nutrients. 2020 Jun 7;12(6):1708 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7352986/
  • Greville-Harris M, Smithson J, Karl A. What are people’s experiences of orthorexia nervosa? A qualitative study of online blogs. Eat Weight Disord. 2020 Dec;25(6):1693-1702. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7581603/
  • Dane A, Bhatia K. The social media diet: A scoping review to investigate the association between social media, body image and eating disorders amongst young people. PLOS Glob Public Health. 2023 Mar 22;3(3):e0001091. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10032524/
  • Talbot CV, Gavin J, van Steen T, Morey Y. A content analysis of thinspiration, fitspiration, and bonespiration imagery on social media. J Eat Disord. 2017 Sep 26;5:40. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29021900/
  • Griffiths S, Castle D, Cunningham M, Murray SB, Bastian B, Barlow FK. How does exposure to thinspiration and fitspiration relate to symptom severity among individuals with eating disorders? Evaluation of a proposed model. Body Image. 2018 Dec;27:187-195. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30359868/ 
  • Hess JM, Comeau ME, Scheett AJ, Bodensteiner A, Levine AS. Using Less Processed Food to Mimic a Standard American Diet Does Not Improve Nutrient Value and May Result in a Shorter Shelf Life at a Higher Financial Cost. Curr Dev Nutr. 2024 Oct 2;8(11):104471. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11539364/
Centro medico specializzato in DCA

Senti che il tuo rapporto con il cibo ti preoccupa?

Non devi affrontarlo da solo/a. Parlane con la nostra equipe — psicologi, nutrizionisti e medici. La prima consulenza è gratuita.

Eccellente su Trustpilot

Prenota una consulenza gratuita

Gratuita e senza impegno 15 minuti Equipe multidisciplinare

Iscriviti alla nostra newsletter