Ipermetabolismo: cos’è e come gestirlo in pazienti con anoressia

ipermetabolismo nei disturbi alimentari
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L’ipermetabolismo è una condizione in cui l’organismo “brucia” più energia del normale, anche quando è a riposo:  il metabolismo è accelerato e il corpo consuma più calorie per mantenere le funzioni vitali, rendendo più difficile aumentare o mantenere il peso.

Per i pazienti che si riprendono da un’alimentazione irregolare, in particolare dall’anoressia nervosa, il ristabilimento del peso e la rialimentazione possono essere un processo difficile. 

Una delle sfide che possono accompagnare questo processo è la complessa questione dell’ipermetabolismo. 

 

Tipi di ipermetabolismo

Per comprendere meglio cos’è l’ipermetabolismo, può essere utile fare una distinzione tra ipermetabolismo fisiologico e ipermetabolismo patologico

Il primo può comparire in situazioni di crescita, guarigione, rialimentazione o aumentato fabbisogno energetico temporaneo, e può essere transitorio e reversibile. Il secondo è invece associato a patologie che aumentano in modo anomalo il metabolismo basale. 

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Si osserva in quadri clinici complessi e può richiedere ulteriori accertamenti. In questo secondo gruppo rientrano, per esempio, patologie endocrine, infiammatorie oppure oncologiche, oltre agli stati ipercatabolici che seguono gravi lesioni o interventi chirurgici importanti.

 

Le cause dell’ipermetabolismo

Le cause dell’ipermetabolismo vanno ricondotte a diversi fattori. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA/DAN), l’aumento del dispendio energetico può dipendere dal recupero fisiologico di funzioni compromesse dalla malnutrizione, dall’aumento della termogenesi, dalla ripresa dell’attività ormonale e dalla necessità di ricostruire massa magra e riserve. 

In altre condizioni, invece, l’ipermetabolismo può essere legato a infezioni, ustioni, traumi, ipertiroidismo, neoplasie o stati infiammatori cronici. 

 

Quali sono i sintomi di un metabolismo alto?

I sintomi dell’ipermetabolismo sono legati a un aumento del consumo energetico a riposo (ecco perché è difficile recuperare peso in presenza di ipermetabolismo) e possono variare in base alla causa. I più comuni includono:

 

  • aumento dell’appetito e fame frequente, con minore sensazione e durata di sazietà dopo i pasti
  • sensazione di calore e sudorazione eccessiva
  • aumento della frequenza cardiaca, anche a riposo
  • affaticamento persistente, stanchezza e debolezza muscolare
  • respiro corto o affanno
  • ansia, irritabilità e insonnia.

 

L’ipermetabolismo nell’anoressia si manifesta spesso con i sintomi appena elencati. Una persona in recovery che è considerata ipermetabolica può infatti perdere facilmente peso a causa della necessità di un maggiore apporto calorico per aumentare e mantenere il peso. 

Può inoltre avvertire una sensazione di caldo e di sudorazione all’inizio del processo di alimentazione, soprattutto di notte. Questo è dovuto al fatto che il corpo è estremamente inefficiente dal punto di vista energetico durante le prime fasi di recupero di un peso normale. 

È importante ricordare che, durante il processo di recupero, sintomi come una rapida sensazione di pienezza, costipazione e gonfiore sono una componente tipica. 

 

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Diagnosi di ipermetabolismo

Come abbiamo visto, l’ipermetabolismo è una condizione che si può riconoscere in diversi contesti, per questo, la diagnosi si basa su:

  • colloquio clinico e raccolta dei sintomi
  • misurazione del dispendio energetico, per esempio con il metodo della spirometria indiretta (che misura consumo di ossigeno e produzione di CO₂)
  • esami per trovare la causa sottostante, come profilo metabolico, esami del sangue, test per valutare la funzione tiroidea (l’ipertiroidismo è una causa frequente di ipermetabolismo), marcatori di infezione o infiammazione.

 

Soprattutto in ambito oncologico, vengono utilizzati diversi strumenti tra cui le scansioni PET. L’ipermetabolismo rilevato con PET indica che una parte del corpo mostra un’attività metabolica più alta del normale, cioè che in quella zona c’è un tessuto molto attivo, che può corrispondere a:

  • tumori (molte neoplasie hanno alto metabolismo del glucosio, o ipermetabolismo glucidico)
  • processi infiammatori o flogistici (es. infezioni, tubercolosi, polmoniti)
  • patologie infiammatorie croniche o reazioni di tessuto dopo interventi/traumi.

 

La PET non è una diagnosi definitiva, ma serve a individuare aree sospette che devono essere approfondite con altri esami.

 

Ipermetabolismo e anoressia

L’ipermetabolismo, in pazienti con anoressia, è una condizione che può comparire durante il recupero nutrizionale e rendere più difficile aumentare di peso. 

In questo contesto, come già accennato, i pazienti possono notare una sensazione di maggiore fame, sudorazione, caldo corporeo e difficoltà a mantenere l’incremento ponderale. Per riuscire ad aumentare e mantenere il peso, i pazienti devono aumentare gradualmente il loro apporto calorico. 

Il periodo di ipermetabolismo può durare dai tre ai sei mesi anche dopo che il paziente è tornato a un peso salutare: il metabolismo alla fine si normalizza, nonostante queste forti oscillazioni che una persona può subire durante il recupero. 

Un aspetto da non sottovalutare durante la fase iniziale di recupero è il rischio di sindrome da rialimentazione, una condizione metabolica potenzialmente grave che può insorgere quando l’apporto calorico viene aumentato troppo rapidamente dopo un periodo di restrizione prolungata.

L’ipermetabolismo nella rialimentazione si manifesta prevalentemente nelle prime fasi del recupero nutrizionale, dopo l’inizio di un aumento progressivo dell’apporto calorico in pazienti che hanno avuto una restrizione prolungata.

 

Come si tratta l’ipermetabolismo nei disturbi alimentari?

L’ipermetabolismo nei disturbi alimentari prevede un trattamento principalmente nutrizionale, clinico e di supporto psicologico, che aiuti a:

 

  • garantire un aumento di peso sicuro e progressivo
  • coprire il fabbisogno calorico elevato
  • ridurre il disagio e le preoccupazioni legate all’ipermetabolismo
  • permettere al metabolismo di normalizzarsi nel tempo.

 

Bisogna tenere a mente che la quantità di calorie necessaria per guadagnare e mantenere un peso normale e salutare può variare da individuo a individuo in base ai disturbi alimentari vissuti, per questo, è importante affidarsi a un team esperto in dietologia e nutrizione clinica, che adatti progressivamente l’apporto nutrizionale alle necessità del paziente, garantendo sicurezza e stabilità durante tutto il percorso di recupero.

È anche di fondamentale importanza il coinvolgimento di uno psicoterapeuta specializzato in DCA, perché la necessità di mangiare con un apporto calorico così elevato fa sì che alcuni pazienti avvertano anche un’estrema preoccupazione di risvegliarsi “grassi”. 

Anche la corretta gestione dell’esercizio fisico è importante: a volte, infatti, interrompere l’esercizio fisico o fare meno attività fisica di quella a cui un paziente era abituato in precedenza (si pensi all’anoressia atletica), può essere difficile da sostenere e può portare ad altre difficoltà con sensazioni di depressione e aumento di peso “eccessivo”.

Uno psicoterapeuta lavorerà dunque sul perfezionismo e sul controllo, per evitare che l’esercizio diventi un mezzo per “compensare” o “bruciare calorie”.

Se tu o una persona a te cara state vivendo una fase di recupero da un disturbo della nutrizione, è importante chiedere supporto a un professionista di fiducia, come un nutrizionista, un medico e uno psicoterapeuta per i disturbi alimentari.

Un esperto può aiutare a gestire le sfide mentali e fisiche, a ridurre la preoccupazione di “ingrassare” e a costruire uno stile di vita sano e sostenibile nel tempo. L’ipermetabolismo è una condizione temporanea e comune, soprattutto nell’anoressia nervosa e durante la rialimentazione ed è possibile che, con il giusto supporto, si normalizzi gradualmente.

 

Bibliografia

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