Malnutrizione: cos’è, sintomi, cause, tipi e conseguenze

Malnutrizione
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Nel linguaggio comune, la malnutrizione viene spesso associata solo alla fame, ma in ambito scientifico il termine è molto più ampio. Comprende condizioni diverse, dalle carenze energetico-proteiche agli eccessi calorici e agli squilibri di micronutrienti. 

 

Significato di malnutrizione

Il significato del termine è spiegato chiaramente nella definizione dell’OMS: “la malnutrizione si riferisce a carenze o eccessi nell’assunzione di nutrienti, a squilibri di nutrienti essenziali o a un’alterata utilizzazione degli stessi. 

Il duplice fardello della malnutrizione è costituito sia dalla denutrizione che dal sovrappeso e dall’obesità, nonché dalle malattie non trasmissibili legate all’alimentazione.”

Si tratta, dunque, di uno stato di squilibrio tra il fabbisogno dell’organismo e l’apporto di energia e nutrienti, in difetto o in eccesso, che compromette funzioni, crescita e salute generale.

 

Malnutrizione e denutrizione

La differenza tra malnutrizione e denutrizione non è solo terminologica, ma clinica. 

La malnutrizione è un concetto più ampio, perché include ogni squilibrio nutrizionale. La denutrizione indica invece una condizione di insufficiente nutrizione protratta nel tempo, di solito riferita a carenze significative e persistenti. 

Sempre citando l’OMS, “la denutrizione si manifesta in quattro forme principali: deperimento, ritardo della crescita, sottopeso e carenze di micronutrienti.”

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La denutrizione rientra dunque nella malnutrizione, ma ne costituisce solo un aspetto.

 

Tipi di malnutrizione

L’OMS distingue diverse forme di malnutrizione in base al meccanismo e al tipo di carenza. Tra le forme più citate ci sono la malnutrizione per eccesso, per micronutrienti e per difetto.

Alcune ricerche hanno messo in discussione tale suddivisione, definita “tripartita”, sottolineando che la classificazione della malnutrizione solo in tre grandi gruppi rischia di semplificare troppo il problema.

I ricercatori propongono invece di guardare di più ai modelli alimentari complessivi (che tipo di cibo si mangia, quanto è lavorato, quanto è povero di nutrienti) piuttosto che limitarsi a misurare solo peso, statura o carenze specifiche, perché spesso sono proprio questi modi di mangiare che generano insieme forme diverse di malnutrizione nello stesso Paese, nella stessa famiglia o addirittura nella stessa persona.

Alla tripartizione possiamo dunque aggiungere la malnutrizione proteico‑energetica e le carenze specifiche di vitamina A, iodio e ferro mostrano che la malnutrizione viene classificata sia in base al meccanismo fisiologico, sia in base al tipo di nutriente coinvolto.

 

Malnutrizione per difetto 

La malnutrizione per difetto (undernutrition) o iponutrizione descrive un apporto insufficiente di energia e nutrienti, spesso associato a perdita di peso, riduzione della massa muscolare e fragilità clinica. Comprende forme come stunting (crescita ridotta), wasting (deperimento corporeo acuto) e underweight (basso peso per età), tutte riconducibili a un apporto insufficiente di energia e nutrienti.

 

Malnutrizione per eccesso 

Detta anche malnutrizione da ipernutrizione, configura un apporto eccessivo di energia e nutrienti rispetto ai fabbisogni dell’organismo, spesso associato a sovrappeso, obesità, accumulo di grasso viscerale e alterazioni metaboliche.

 

Malnutrizione proteica

È definita più precisamente proteico- energetica (PEU, protein‑energy undernutrition/malnutrition) o proteico-calorica, descrive un quadro di carenza combinata di energia (calorie) e proteine, con effetti su peso, massa muscolare, funzioni vitali e, spesso, anche su micronutrienti.

 

Malnutrizione cronica

Questo tipo di malnutrizione descrive una condizione di squilibrio nutrizionale prolungato nel tempo, che si sviluppa lentamente (mesi o anni) e si ripercuote su crescita, sviluppo e funzioni corporee, spesso senza sintomi “visibili” fino a che gli effetti diventano strutturali.

 

Quali sono i sintomi della malnutrizione?

I sintomi della malnutrizione possono variare molto in base alla tipologia, alla causa e alla gravità, ma alcuni segnali sono ricorrenti. 

I sintomi della malnutrizione per eccesso riguardano soprattutto l’aumento di peso, il sovraccarico metabolico e le conseguenze sulle funzioni cardiorespiratorie e muscolo-scheletriche. Tra i principali segni ci sono:

 

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Nella malnutrizione per difetto e in quella proteica, le manifestazioni più comuni sono:

 

  • perdita di peso involontaria o calo ponderale prolungato nel tempo
  • crollo dell’appetito e ridotto interesse per il cibo e le bevande.
  • stanchezza marcata, debolezza generale e facilità a stancarsi anche con piccoli sforzi
  • perdita di massa muscolare e minor forza
  • pelle secca, sottile, poco elastica, che guarisce lentamente e tende a sfaldarsi
  • capelli secchi, fragili e che cadono facilmente
  • ridotta resistenza alle infezioni, con malattie ricorrenti e tempi di guarigione più lunghi
  • disturbi intestinali: diarrea, stitichezza, dolore o sensazione di gonfiore addominale
  • sintomi neuropsichici come apatia, irritabilità, perdita di interesse, difficoltà di concentrazione, confusione.

 

Nei quadri più severi può verificarsi ritardo della crescita (come accade al feto o al neonato in caso di pregoressia, che può provocare malnutrizione in gravidanza) e possono comparire edema, anemia, ipotermia, ipoglicemia e compromissione di organi e apparati.

 

Cause della malnutrizione

Le cause della malnutrizione sono multifattoriali. Negli adulti nei Paesi sviluppati, si associa a ridotta assunzione di cibo, povertà, isolamento sociale, abuso di sostanze e difficoltà nell’accesso a cibo adeguato.

Riguardo la malnutrizione cronica, le ricerche sottolineano come i settori che incidono sulla malnutrizione cronica includono agricoltura, sanità, ambiente, acqua e servizi igienico-sanitari, infrastrutture, parità di genere e istruzione. Ciò evidenzia come si tratti di un problema ampio che interessa fattori ambientali, economici, sociali e culturali.

La malnutrizione può avere poi cause patologiche (per esempio tumori, insufficienza respiratoria, insufficienza renale, HIV) e nascere da ridotta assunzione, malassorbimento, aumentate perdite di nutrienti e aumento dei fabbisogni.

Da tenere in considerazione tra le cause, ci sono anche i disturbi alimentari come l’anoressia nervosa.

 

Malnutrizione e disturbi alimentari

La relazione tra malnutrizione e disturbi alimentari è molto stretta: i DCA/DNA come anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata, possono portare a una malnutrizione per difetto o per eccesso, con conseguenze gravi sulla salute fisica e mentale. 

La malnutrizione è infatti una delle più serie conseguenze dell’anoressia che, a causa della restrizione alimentare, porta alla riduzione drastica dell’apporto calorico e proteico provocando perdita di peso, riduzione della massa muscolare, debolezza, alterazioni metaboliche e aumento del rischio di complicanze cardiovascolari e ormonali. 

Nei disturbi caratterizzati da abbuffate e comportamenti compensatori come vomito autoindotto o uso di lassativi, si aggiungono squilibri elettrolitici, malassorbimento, problemi dentali e gastrointestinali, che possono anch’essi configurare quadri di malnutrizione.

 

Quali sono le conseguenze della malnutrizione

Le conseguenze della malnutrizione sono rilevanti sia sul piano fisico sia su quello funzionale. Negli adulti, le conseguenze della malnutrizione portano a una compromissione del sistema immunitario, muscoli, cuore, respirazione e funzioni cognitive. Si osservano perdita di massa muscolare, debolezza, aumento delle infezioni, lenta guarigione delle ferite, rischio di ipoglicemia, ipotermia e alterazioni cardiovascolari. 

In contesti ospedalieri, la malnutrizione è legata a maggiore durata della degenza, complicanze post‑operatorie, insuccessi terapeutici e mortalità. Anche la malnutrizione per eccesso, legata a obesità e squilibri metabolici, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, apnee notturne e artrosi, con impatto sulla mobilità e sull’autonomia.

La malnutrizione infantile può colpire in maniera spesso irreversibile: rallenta la crescita, ritarda lo sviluppo motorio e cognitivo e indebolisce il sistema immunitario. Nei bambini, la malnutrizione aumenta il rischio di infezioni, e di sviluppare malattie come marasma e kwashiorkor (tra le malattie causate dalla malnutrizione). Nei casi più gravi di malnutrizione proteico‑energetica, il rischio di mortalità aumenta.

Negli anziani, la malnutrizione amplifica la fragilità fisica e psicologica che caratterizza questa fase di vita. La riduzione dell’apporto proteico‑energetico provoca perdita di massa muscolare, debolezza, sarcopenia, maggiore rischio di cadute e fratture e predispone a insorgenza o peggioramento di patologie croniche, ricoveri ripetuti, piaghe da decubito, depressione, apatia e grave perdita di autonomia.

 

Malattie legate alla malnutrizione

La malnutrizione è associata a numerose patologie e condizioni cliniche. Tra queste rientrano DCA/DNA, malattie gastrointestinali, oncologiche, neurologiche, infiammatorie e croniche, oltre a sarcopenia e cachessia nei soggetti fragili. 

Come abbiamo visto, anche malnutrizione e obesità hanno un legame stretto, tanto che per questo è definita “malnutrizione nell’abbondanza”.

 

Malnutrizione in Italia 

In una recente ricerca sulla malnutrizione della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE) si evince che, nel nostro Paese, il problema è tutt’altro che marginale. L’indagine ha stimato una prevalenza media di circa il 50% nei pazienti adulti ospedalizzati e circa il 30% nei pazienti pediatrici ospedalizzati. Questi dati indicano che la malnutrizione va considerata un problema di sanità pubblica, non solo una questione clinica individuale.

 

Diagnosi e trattamento della malnutrizione

La diagnosi della malnutrizione, oggi, segue un approccio standardizzato: prima uno screening per il rischio, poi una valutazione clinica e diagnostica più approfondita.

Tra gli strumenti di screening più utilizzati ci sono: 

 

  • la scala MUST (Malnutrition Universal Screening Tool), che valuta indice di massa corporea, perdita di peso non intenzionale e effetto di una malattia acuta che impedisca l’alimentazione per più di cinque giorni
  • il Nutritional Risk Screening 2002 (NRS‑2002), usato per per identificare il rischio nutrizionale nei pazienti adulti
  • il Malnutrition Screening Tool (MST) e il Mini Nutritional Assessment (MNA / MNA‑SF), utilizzati principalmente per indagini sulla popolazione anziana.

 

Combattere la malnutrizione richiede un approccio precoce, personalizzato e multidisciplinare che includa un adeguamento dell’apporto calorico e proteico, un supporto nutrizionale e programmi di prevenzione focalizzati su iniziative di educazione alimentare e promozione di stili di vita sani.

In caso di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, psicologo e nutrizionista per i disturbi alimentari possono essere un valido supporto verso un percorso di guarigione.

 

Bibliografia

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