Conseguenze dell’anoressia: amenorrea e altri problemi fisici

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L’anoressia nervosa è un disturbo caratterizzato da una limitazione estrema dell’assunzione di cibo autoimposta, dovuta a una percezione distorta del proprio corpo.

In questo articolo ci concentreremo sulle conseguenze fisiche dell’anoressia nervosa, che possono essere devastanti e portare anche a rischiare la vita.

 

Conseguenze dell’anoressia sull’organismo

Le conseguenze fisiche dell’anoressia nervosa derivano principalmente dalla malnutrizione e dalla perdita di peso estrema. Diversi studi hanno indagato quali sono gli effetti dell’anoressia sul corpo, che possono essere di lieve, moderata e grave entità. 

 

Problemi endocrini dell’anoressia

Le alterazioni endocrine conseguenti alla anoressia nervosa possono causare amenorrea, aumento del cortisolo, alterazioni ormonali, anomalie tiroidee, anomalie del metabolismo e ipoglicemia. 

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Tra i sintomi dell’anoressia maschile e femminile, c’è poi l’alterazione degli ormoni sessuali con bassi livelli di:

  • ormone ipotalamico di rilascio delle gonadotropine
  • ormone luteinizzante ipofisario (LH)ormone follicolo-stimolante (FSH)
  • estrogeni e testosterone.

 

Amenorrea e anoressia

Tra gli effetti dell’anoressia sul ciclo mestruale, uno dei più diffusi è l’amenorrea, ovvero l’assenza del ciclo mestruale in una donna in età fertile. Questo può verificarsi quando una donna pratica attività fisica eccessiva e/o limita l’assunzione di cibo con conseguente riduzione della massa corporea rispetto a quella considerata normale. L’amenorrea può definirsi:

  • primaria: quando una donna non riesce ad avere le mestruazioni entro i 16 anni
  • secondaria: quando una donna non ha più le mestruazioni dopo averle avute in passato. È questa a essere solitamente diagnosticata nei soggetti anoressici. 

 

Conseguenze dell’amenorrea da anoressia: fertilità e premenopausa

Lo sviluppo dell’amenorrea è strettamente correlato alla perdita di peso corporeo, che causa a sua volta anche cambiamenti negli ormoni riproduttivi; l’elevata prevalenza di disturbi mestruali ha portato molti studiosi a ipotizzare che le donne con anoressia nervosa avrebbero avuto poche probabilità di concepire. 

Tuttavia, gli studi sugli esiti hanno riportato che i tassi di fertilità nelle donne con una storia di anoressia nervosa, non differiscono dalle donne nella popolazione generale. 

Piuttosto, se si verifica una gravidanza, vi è anche un tasso più elevato di complicanze della gravidanza e di complicanze neonatali o di aborti spontanei in caso di pregoressia.

Un’altra conseguenza dell’amenorrea è la perdita del livello di estrogeni. A causa dei bassi livelli di estrogeni, si verificano squilibri ormonali. Questi squilibri portano a sintomi che molte giovani donne descrivono come sintomi della premenopausa come:

  • sudorazione notturna
  • perdita del sonno
  • risvegli frequenti
  • umore generalmente irascibile.

 

 

Osteopenia e anoressia

I pazienti con anoressia nervosa presentano molto comunemente una struttura ossea compromessa e una ridotta resistenza ossea. Secondo una ricerca, infatti, l’85% delle donne con diagnosi di anoressia nervosa soffre di osteoporosi o osteopenia. 

Una ricerca che ha indagato le conseguenze dell’anoressia in adolescenza sulla massa ossea e il rischio di fratture, ha confermato come la prevalenza di fratture pregresse nel corso della vita era superiore del 59,8% nelle ragazze con anoressia nervosa.

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L’osteopenia si verifica quando c’è un assottigliamento della massa ossea che, talvolta, può portare all’’osteoporosi.  È causata da una carenza di calcio, vitamina D, magnesio e altre vitamine e minerali. Secondo uno studio, l’amenorrea era uno dei principali fattori associati alla diminuzione della densità minerale ossea.

 

Ricerche scientifiche sull’amenorrea da anoressia

L’amenorrea non è presente tra le caratteristiche diagnostiche del DSM-5 (poiché anche gli uomini soffrono di anoressia nervosa) e la comunità scientifica si interroga se possa essere un criterio clinicamente utile per la diagnosi e debba continuare o meno a essere indicata tra i criteri fondamentali di diagnosi, dato che l’amenorrea sembra più riflettere il peso e lo stato nutrizionale, anziché fornire informazioni diagnostiche utili. 

 

Altre conseguenze mediche dell’anoressia nervosa

L’anoressia nervosa è associata a una serie di complicazioni mediche che diventano più evidenti man mano che il peso del paziente si allontana dalla norma. Tuttavia, la maggior parte di esse, sono reversibili con l’aumento di peso e la riabilitazione nutrizionale. 

In breve, un elenco di altre conseguenze dell’anoressia nervosa.

 

Alterazioni dermatologiche 

La drastica perdita di peso può causare pelle secca, che può screpolarsi e sanguinare soprattutto nelle dita delle mani e dei piedi. È comune che tra i sintomi dell’anoressia si riscontrino intolleranza al freddo e acrocianosi, una colorazione bluastra delle punte delle dita così come del naso e delle orecchie. La crescita di peli peli sottili e lanuginosi sui lati del viso e lungo la colonna vertebrale può rappresentare un tentativo del corpo di conservare il calore. 

L’assenza di tessuto sottocutaneo dovuta alla perdita di peso può inoltre causare ulcere da decubito ed ecchimosi.

 

Problemi gastrointestinali 

La restrizione alimentare tipica dell’anoressia nervosa e che riscontriamo in altri DCA come l’ARFID, porta a problemi intestinali quali difficoltà a deglutire, stitichezza, gastroparesi e dilatazione gastrica acuta. Si possono riscontrare inoltre: 

  • anomalie epatiche: la perdita di peso e il digiuno possono produrre un aumento (2-3 volte il normale) delle transaminasi (AST/ALT)
  • sindrome dell’arteria mesenterica superiore, con dolore al quadrante addominale superiore subito dopo i pasti, insieme a sazietà precoce, nausea e vomito.

 

Problemi cardiaci e polmonari

La bradicardia e l’ipotensione sono tra le conseguenze fisiche cardiache più comuni nei pazienti con anoressia nervosa mentre, a livello polmonare, si è riscontrato enfisema precoce o alterazioni polmonari simili.

 

 

Come intervenire sulle conseguenze fisiche dell’anoressia

Come diciamo spesso , l’anoressia è, tra i tipi di disturbi alimentari, uno dei più complessi e pericolosi e i suoi segnali non vanno sottovalutati. Il primo passo è scegliere di condividere questo disagio con la famiglia o con qualcuno che possa dare il giusto supporto e accompagnamento nel percorso di recupero.

Il secondo, fondamentale step, è rivolgersi ai professionisti, come gli psicologi, gli psichiatri e i medici. I professionisti nel campo della salute mentale specializzati in disturbi alimentari, come gli psicologi di Centro Lilac, possono aiutare te e la tua famiglia a comprendere la tua diagnosi e a elaborare insieme il percorso per verso la guarigione. 

Un intervento mirato e multidisciplinare, sarà poi ciò che serve per uscire dall’anoressia nervosa e ritrovare la serenità e l’equilibrio fisico che ci fanno stare bene. Dall’anoressia, non ci stancheremo mai di ripeterlo, si può guarire.

 

Bibliografia


Dal nostro canale YouTube

Sintomi della malnutrizione nei disturbi alimentari: come riconoscerli



Ti senti sempre stanco? Hai spesso freddo o giramenti di testa? Magari noti peluria su viso e braccia, fai fatica a concentrarti o ti senti debole. Questi potrebbero essere segnali di malnutrizione, una condizione che non riguarda solo il peso corporeo ma anche la qualità dei nutrienti che assumiamo.


Soffrire di un disturbo alimentare non significa necessariamente avere tutti questi sintomi, e non è mai una questione di taglia. Il benessere del corpo e della mente va ben oltre i numeri sulla bilancia.


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