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Sitofobia: cos’è e come superare la paura del cibo

Mangiare è un atto quotidiano che per la maggior parte delle persone rappresenta nutrimento, piacere e socialità. Ma è possibile che il cibo diventi fobia? E come si chiama questa paura del cibo? 

Nel nostro articolo approfondiremo la sitofobia, quella condizione che spinge chi ne soffre a sperimentare ansia di mangiare e stare male. Iniziamo allora con una definizione, per poi passare a elencare quali sono i sintomi principali della sitofobia e scoprire come affrontarla.

Cos’è la sitofobia

La sitofobia (nota anche come citofobia) è una fobia specifica per il cibo. L’etimologia della parola sitofobia ha radici greche e deriva da sitos “cibo” e phobos “paura”: letteralmente, dunque, il significato di sitofobia è paura del cibo.

Si tratta di una forma di blocco psicologico nel mangiare, per cui la persona sviluppa un’ansia intensa o una vera e propria fobia del cibo, perché teme che mangiare possa avere conseguenze negative. 

Come altre fobie legate al cibo (per esempio l’emetofobia o l’anginofobia), anche la citofobia può avere origine da eventi traumatici che spingono la persona ad assumere un comportamento disfunzionale, con il rischio che questo disturbo d’ansia evolva in un disturbo del comportamento alimentare come l’ARFID (Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo).

È importante sottolineare che la sitofobia non compare come diagnosi formale nei manuali clinici come il DSM-5 o l’ICD-11, ma viene usata in psichiatria e psicologia per descrivere la paura del cibo come manifestazione fobica o come sintomo all’interno di altri disturbi alimentari o d’ansia.

Paura di mangiare e stare male: i sintomi della sitofobia

Nella paura che il cibo faccia male, le manifestazioni sintomatiche più comuni sono le stesse che ritroviamo, come abbiamo accennato, in altri disturbi fobici. Nell’individuo sitofobico sarà frequente riscontrare quindi:

  • ansia intensa
  • tachicardia
  • sudorazione
  • vertigini
  • nausea
  • evitamento del cibo e rifiuto di mangiare. 

 

È possibile che l’avversione al cibo sia legata a certi alimenti, per esempio quelli con una specifica consistenza, oppure all’aroma o odore di un cibo in particolare, o alla paura del cibo contaminato o avariato.

Ma perché alcune persone sperimentano la fobia di mangiare? Vediamo più in dettaglio le cause della sitofobia.

Temi di soffrire di un disturbo alimentare?

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Le cause della fobia del cibo 

Come accade in molte fobie, anche nel caso della sitofobia bisogna considerare una serie di fattori ambientali, fisici e psicologici che concorrono all’origine di questa fobia. Tra i principali troviamo:

  • esperienze traumatiche: è possibile che la persona abbia vissuto (o osservato in qualcun altro) un episodio di avvelenamento alimentare, che lo ha portato a evitare quello specifico cibo per poi ampliare la gamma di cibi da non consumare
  • allergie o intolleranze gravi: chi soffre di gravi reazioni allergiche può aver sperimentato un trauma personale legato a un cibo, ed essere spaventato per l’esperienza che ha vissuto
  • educazione alimentare rigida: aver ricevuto eccessivi divieti o controlli sul cibo può portare a un rapporto conflittuale con l’alimentazione e far scatenare la fobia per il cibo
  • disturbi psicologici già presenti: se il soggetto sperimenta già condizioni di ansia generalizzata, altre fobie specifiche o disturbi come il disturbo ossessivo-compulsivo, è possibile che si sviluppi anche la sitofobia
  • influenze culturali o mediatiche: aver paura che il cibo possa far male può derivare anche da notizie su contaminazioni o alimenti “pericolosi”, che possono aumentare lo stimolo fobico.

La sitofobia nei bambini e negli adolescenti

Così come per gli adulti, la paura del cibo nei bambini può derivare da esperienze negative come soffocamenti o vomito, oppure da un’elevata sensibilità a odori, colori o consistenze particolari, oppure da una rigida educazione alimentare.

La fobia del cibo nei bambini si può manifestare già nei primi anni di vita, attraverso un  rifiuto marcato verso determinati alimenti o addirittura verso qualsiasi cibo. 

Quando parliamo di paura del cibo nei ragazzi, poi, tra le cause possiamo annoverare anche:

  • l’ansia sociale, che provoca la vergogna o il timore di giudizi durante i pasti a scuola o con gli amici (il che può causare anche deipnofobia, ovvero la paura di mangiare in pubblico)
  • modelli culturali errati, come un certo tipo di fisicità o tendenze e mode che consigliano solo il consumo di determinati alimenti, che può provocare non solo disturbi alimentari gravi come anoressia e bulimia, ma anche disturbi come l’ortoressia (la scelta e il consumo patologici di cibi considerati sani che porta a etichettare alcuni cibi come “fear foods”).

 

Come vincere la paura del cibo nei bambini e nei ragazzi? Combattere la paura del cibo in queste fasi di vita significa innanzitutto fare educazione alimentare e avere un approccio delicato e graduale

Con i bambini, può essere utile proporre piccoli assaggi in un contesto rassicurante, evitare pressioni eccessive e rinforzare positivamente ogni progresso, il tutto in un ambiente sicuro, stimolante e privo di giudizio, con l’obiettivo di favorire la curiosità verso il cibo piuttosto che il rifiuto. 

Riguardo invece alla sitofobia negli adolescenti, se l’educazione alimentare non è sufficiente, si può pensare di chiedere il supporto di un nutrizionista e di uno psicologo dell’età evolutiva, così da evitare carenze nutrizionali e lavorare sulle cause, anche emotive, del problema.

Sitofobia, anoressia e altri disturbi psicologici

Che correlazione c’è tra l’anoressia nervosa e la paura del cibo? Come sappiamo, l’anoressia è un grave disturbo della nutrizione e dell’alimentazione che porta la persona ad autoimporsi un regime alimentare via via sempre più restrittivo, con l’obiettivo di dimagrire.

La sitofobia invece, è legata alla paura che determinati cibi possano provocare problemi fisici ed essere pericolosi.

In entrambi i casi si tratta di comportamenti disfunzionali legati al cibo e i disturbi possono coesistere. Una ricerca del Columbia University Medical Center lo conferma esplorando il legame tra anoressia e sintomi di ansia sostenendo che: 

“…esistono somiglianze tra i fenomeni clinici osservati nell’AN (anoressia nervosa, n.d.r.) e quelli descritti nei disturbi d’ansia e nel DOC. Questi includono paure legate al cibo, evitamento correlato a queste paure e comportamenti anomali per gestirle. 

Più specificamente, i sintomi dell’AN includono comportamenti organizzati attorno a una convinzione irrazionale: i pazienti riferiscono ansia in previsione di un pasto, preoccupazione per il contenuto del cibo che mangiano e paura dell’effetto del cibo sulla loro forma e sul loro peso.”

In entrambi i casi, la restrizione alimentare che deriva da sitofobia e anoressia può influire anche in maniera grave sullo stato di salute della persona che ne soffre.

La sitofobia è di frequente legata o sovrapposta ad altri disturbi, come abbiamo visto nel caso dell’anoressia. Essa infatti può essere associata anche a depressione o fobia sociale e, in casi più rari, essere presente in pazienti con schizofrenia o psicosi, casi in cui il rifiuto del cibo è motivato da convinzioni deliranti.

Preoccupazione per il cibo: cosa ci dice la ricerca

La ricerca scientifica continua a indagare le paure legate al cibo, sottolineando come: 

“L’indagine sulle ansie e le preoccupazioni associate al cibo mette in luce la complessa interazione tra variabili psicologiche e modelli alimentari. La paura del cibo sottolinea come la società e le prospettive individuali influenzano la salute mentale, soprattutto nelle persone con disturbi alimentari.

L’interazione tra disturbi alimentari, paura e disgusto evidenzia la complessità dei processi psicologici che influenzano gli atteggiamenti nei confronti del cibo. Le scelte alimentari sono fortemente influenzate dalle opinioni dei consumatori e dalle valutazioni del rischio, come dimostra la continua opposizione agli alimenti geneticamente modificati.

Le conseguenze nutrizionali dei comportamenti alimentari “schizzinosi/difficili” e dell’ansia alimentare dei bambini evidenziano l’importanza di avere una conoscenza approfondita dei modelli alimentari. In generale, risolvere questi problemi è essenziale per creare trattamenti efficaci e incoraggiare sane abitudini alimentari sia a livello personale che sociale.”

 

Come superare la paura del cibo?

Come abbiamo visto lungo il nostro articolo, la sitofobia ha radici legate a stati d’ansia che portano la persona a mettere in atto le tipiche dinamiche fobiche dell’evitamento. Come vincere, allora, la paura del cibo? 

Il primo passo è sempre quello della consapevolezza: per questo, è fondamentale rivolgersi a professionisti esperti che, attraverso un approccio multidisciplinare, potranno supportare la persona nel suo percorso di cambiamento.

È essenziale chiedere un aiuto psicologico a un professionista come uno psicologo per i DCA che, attraverso diverse tecniche, potrà aiutare la persona a:

  • individuare i pensieri irrazionali che la spingono a comportamenti di evitamento
  • riprendere l’assunzione di determinati cibi attraverso l’esposizione graduale al cibo temuto, in un contesto sicuro e controllato
  • apprendere tecniche di gestione dell’ansia come la mindfulness o la respirazione diaframmatica
  • ampliare l’approccio terapeutico coinvolgendo esperti della nutrizione per un regime alimentare equilibrato e medici, nel caso sia necessaria una terapia farmacologica specifica.

Temi di soffrire di un disturbo alimentare?

Bibliografia

 

 

Articolo revisionato dal comitato scientifico di Lilac

Questo articolo è stato revisionato dal nostro comitato scientifico prima della pubblicazione

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