Vigoressia

Vigoressia: cos’è e come curare la dismorfia muscolare

L’esercizio fisico è importante per mantenere in salute il proprio corpo. Ci sono casi in cui, però, praticare sport può diventare un comportamento disfunzionale e la cura del corpo un’ossessione.

In questi casi, possiamo parlare di vigoressia o bigoressia, chiamata anche “complesso di Adone”. Questi termini suggeriscono già le caratteristiche di questo disturbo, quella di avere l’ossessione per un corpo considerato perfetto e di praticare sport per raggiungere tale obiettivo.

In effetti, oggi l’immagine corporea ha assunto un ruolo centrale nella vita di molte persone, a causa anche dei modelli irrealistici proposti dai social media e dalla cultura del fitness. In questo articolo approfondiremo cosa si intende per vigoressia, quali sono i sintomi, le cause ma anche i possibili rimedi.

Vigoressia: significato e criteri diagnostici

Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) la vigoressia è classificata all’interno dei disturbi ossessivo-compulsivi come forma specifica del dismorfismo corporeo ed è chiamata “dismorfia muscolare”. 

Il disturbo si trova “a cavallo” tra lo spettro di questi disturbi e i disturbi alimentari, tanto da essere definita anche “anoressia inversa” (reverse anorexia).

Nella sua definizione clinica, si tratta di un disturbo “che consiste nella preoccupazione riguardo all’idea che il proprio corpo sia troppo piccolo o insufficientemente snello o muscoloso.”

Nel nostro immaginario, probabilmente colleghiamo la vigoressia al bodybuilding ma, in realtà, è un meccanismo disfunzionale che può essere presente in diversi sport (per esempio il ciclismo), che si tratti di performance individuali o sport di squadra.

Prima di approfondire il legame con i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, vediamo più in dettaglio le caratteristiche sintomatologiche della vigoressia, come riconoscerla e quali sono le possibili cause di questo disturbo.

 

I principali sintomi della vigoressia

L’individuo con vigoressia, in realtà, può essere anche muscoloso o avere un corpo normale. Tuttavia, la dispercezione corporea (ovvero una percezione distorta del corpo), può portarlo a: 

  • fare eccessivo esercizio fisico, anche in condizioni fisiche sfavorevoli, fino a cadere in una vera e propria dipendenza da sport
  • seguire diete ipercontrollate (come nel caso dell’ortoressia), spesso associate al consumo di eccessive proteine e sostanze come steroidi, androgeni e anabolizzanti
  • isolarsi a causa della sua ossessione per il corpo, paura di spogliarsi, sperimentando ansia ed evitamento sociale
  • controllarsi in modo ossessivo e molto frequente allo specchio 
  • preoccuparsi costantemente per la propria massa muscolare tanto da, in alcuni casi, rivolgersi anche alla chirurgia estetica per migliorare i difetti percepiti.

Temi di soffrire di un disturbo alimentare?

Le cause della vigoressia

Per comprendere le origini della vigoressia, bisogna considerare un intreccio di fattori di natura biologica, psicologica e sociale. Tra le cause ricorrenti che possono aumentare il rischio di sviluppare la vigoressia ci sono:

  • componenti biologiche: in certi casi è possibile che una predisposizione genetica o alterazioni neurobiologiche, possano favorire l’insorgenza della vigoressia
  • aspetti psicologici: una scarsa fiducia in sé stessi, una tendenza marcata al perfezionismo o esperienze pregresse di svalutazione personale possono far sviluppare questo disturbo
  • fattori culturali e sociali: come abbiamo accennato, i mass media (soprattutto attraverso i social media) promuovono spesso ideali corporei irrealistici in cui muscolosità è sinonimo di forza e desiderabilità
  • eventi personali significativi: aver vissuto traumi come atti di bullismo, o trascuratezza infantile, possono compromettere profondamente la percezione di sé e portare la persona a esercitare un controllo rigido sul proprio corpo nel tentativo di migliorare la propria autostima e ottenere accettazione sociale.

La vigoressia è un disturbo alimentare? 

Come abbiamo accennato, la vigoressia non è annoverata tra i disturbi alimentari nel DSM‑5, ma è classificata come un sottotipo del disturbo da dismorfismo corporeo, tuttavia, la sua collocazione diagnostica rimane oggetto di dibattito. 

Alcuni studiosi propendono infatti per considerarla come disturbo alimentare, ossessivo-compulsivo o dipendenza comportamentale. Lo studio di Murray et al., per esempio, esplora “la sintomatologia correlata all’alimentazione, all’esercizio fisico, alla forma fisica e al peso nei maschi con dismorfismo muscolare e anoressia nervosa” e propone la valutazione di una diversa classificazione della vigoressia, trovando punti di contatto tra l’anoressia inversa e l’anoressia nervosa. La ricerca dice infatti:

“Sono state riscontrate somiglianze diffuse nella restrizione alimentare, nelle preoccupazioni per la forma e il peso, nell’esercizio compulsivo, nell’intolleranza all’aspetto e nella compromissione funzionale.

Le differenze erano in gran parte coerenti con i fisici opposti perseguiti in ciascuna condizione. Questi risultati sono coerenti con una crescente letteratura che suggerisce che il dismorfismo muscolare potrebbe essere nosologicamente simile ai disturbi alimentari.”

Sebbene il dibattito sia ancora aperto, si riscontrano diversi punti di contatto con i disturbi alimentari, come la messa in atto i rituali alimentari specifici, un’eccessiva attenzione all’alimentazione (come accade se sono presenti insieme bigoressia e ortoressia), condotte di evitamento e un eccessivo sforzo fisico, presenti anche nell’anoressia atletica, disturbo alimentare presente in alcuni atleti.

Più verranno approfonditi studi e ricerche, più la comunità scientifica sarà in grado di intervenire con precisione diagnostica, ma anche terapeutica, rispetto a questo disturbo. È importante dunque, non ragionare “a compartimenti stagni” ma tenendo in considerazione tutte le complessità che un disturbo come la vigoressia porta con sé.
dismorfia muscolare

Le conseguenze della vigoressia: salute e sessualità

La vigoressia può avere conseguenze anche gravi su diversi aspetti della vita. In termini fisici, un allenamento eccessivo e l’assunzione di sostanze dopanti, nonché diete sbilanciate, possono provocare: 

  • lesioni muscolari e articolari
  • affaticamento cronico
  • squilibri ormonali, scomparsa o alterazione delle mestruazioni in caso questo disturbo si manifesti nelle donne
  • problemi cardiaci, epatici e renali.

 

Sul piano relazionale, la vigoressia può impattare sulla sessualità perché l’uso di sostanze anabolizzanti può causare disfunzioni sessuali. Ciò che lega vigoressia e sessualità è poi anche l’aspetto psicologico: l’ossessione per l’aspetto fisico può portare alla perdita di intimità e al calo del desiderio sessuale, lasciando il posto a vergogna e bassa autostima, che portano i vigoressici a sentirsi poco desiderabili.

Tra le altre problematiche psicologiche che possono poi derivare dalla vigoressia, possono esserci ansia, depressione, problemi di dipendenza, consumare pasti cheat (ovvero il consumo di cibi solitamente non contemplati nel proprio regime alimentare, di solito ad alto contenuto calorico e quindi considerati “proibiti”).

Temi di soffrire di un disturbo alimentare?

Vigoressia femminile e vigoressia maschile: ci sono delle differenze?

In una ricerca condotta da De Visser et al. sulla mascolinità e il rapporto con la salute, gli autori evidenziano come 

“La mascolinità può riflettere l’accettazione e la pratica da parte di un uomo di valori, tratti e comportamenti egemonici tipicamente associati all’essere un uomo nelle società occidentali tardo-moderne, come la forza fisica ed emotiva, l’assertività, la competenza, il dominio, la forza fisica e la corporatura, l’assunzione di rischi, l’eterosessualità e l’impegno in attività (ad esempio, lo sport) che rafforzano gli attributi di cui sopra. 

Quando gli uomini percepiscono di essere privi di queste caratteristiche, possono sperimentare emarginazione e incertezze sulla loro mascolinità o identità. Possono quindi impegnarsi in attività compensatorie per acquisire capitale maschile, come l’ossessione per i muscoli nelle persone affette da dismorfismo muscolare.”

Sebbene sia il DSM-5 che molte ricerche evidenziano che la vigoressia è un fenomeno quasi esclusivamente maschile, non è tuttavia da sottovalutare la diffusione di questo disturbo anche tra le donne.

Se infatti nella vigoressia maschile si tende a desiderare un corpo muscoloso che rispecchi gli standard di virilità propugnati dalla società, l’idea di avere un corpo tonico e prestante è diffusa anche tra le donne che, spesso, possono cadere nella “fitness dipendenza” o nell’ortoressia.

Vigoressia: come curarla? 

La vera cura della vigoressia deve necessariamente passare da un approccio multidisciplinare che unisca interventi nutrizionali ad azioni terapeutiche guidate da professionisti esperti, come uno psicologo per disturbi alimentari.

Un approccio psicoterapeutico, per esempio con le tecniche della terapia cognitivo comportamentale, potrà supportare la persona nel lavoro sulla propria percezione corporea, agendo sull’autostima ma anche sulla gestione di eventuali disturbi di comportamento correlati alla vigoressia.

In certi casi, e sotto stretto controllo medico, la vigoressia può essere trattata farmacologicamente, con la somministrazione per esempio di inibitori della ricaptazione della serotonina, utilizzati anche per trattare gli stati ansiosi o depressivi.

 

Bibliografia

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Articolo revisionato dal comitato scientifico di Lilac

Questo articolo è stato revisionato dal nostro comitato scientifico prima della pubblicazione

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