Disturbi alimentari nei bambini e in adolescenza
I dati del Ministero della Salute e quelli dell’Unità operativa per i DCA pediatrici del Bambino Gesù sottolineano come, dal 2019 al 2024, l’incidenza di disturbi alimentari nei bambini e negli adolescenti in Italia abbiano registrato un incremento del 38% nei day hospital e un aumento del 50% nelle fasce sotto i 13 anni. I disturbi alimentari nei bambini e quelli nell’adolescenza, dunque, rappresentano un problema allarmante ed evidenziano e la necessità di interventi sempre più precoci e mirati.
Cosa sono i DCA nei bambini e negli adolescenti?
I disturbi alimentari in età evolutiva comprendono un insieme di comportamenti problematici verso il cibo, il peso e l’immagine corporea. Possono comparire già nell’infanzia, ma diventano più frequenti nell’adolescenza, una fase in cui identità, immagine corporea e bisogno di controllo sono particolarmente sensibili ai cambiamenti.
Non si tratta di semplici “capricci” o di una fase passeggera: quando il comportamento alimentare si irrigidisce o si accompagna ad ansia, paura del peso, evitamento di alcuni alimenti o abbuffate, è importante riconoscere il possibile disagio sottostante.
La portata dei disturbi alimentari, soprattutto nei bambini, è spesso sottovalutata perché alcuni di essi mostrano segnali sottili che non vengono subito riconosciuti.
Sintomi e segnali da riconoscere
I primi sintomi di disturbi alimentari nei bambini possono essere sottili: cambiamenti nel comportamento a tavola (rifiuto improvviso di cibi prima graditi, selettività alimentare marcata, lentezza o rifiuto del pasto), variazioni della crescita e del peso non coerenti con la curva di sviluppo attesa.
In adolescenza, possono aggiungersi restrizioni alimentari, selettività estrema, paura di ingrassare, rifiuto di mangiare in pubblico, abbuffate, condotte compensatorie, preoccupazione costante per il corpo e oscillazioni dell’umore. Sono poi frequenti isolamento, vergogna, esercizio fisico eccessivo e cambiamenti improvvisi nel peso o nelle abitudini quotidiane.
Cause dei disturbi alimentari in infanzia e adolescenza
Le cause dei DCA in infanzia e adolescenza sono multifattoriali: tra i fattori di rischio rientrano una possibile predisposizione genetica, tratti di perfezionismo o ansia, eventi stressanti, dinamiche familiari conflittuali o ipercontrollanti, traumi.
In adolescenza, inoltre, il disturbo può diventare un modo per gestire emozioni difficili, senso di inadeguatezza o bisogno di controllo in una fase evolutiva già di per sé delicata e molto influenzata dai media, che diffondono ideali di bellezza irrealistici innescando spesso grassofobia e stigma per i corpi “non conformi”.

Conseguenze fisiche e rischi per la salute
Un DCA/DAN nell’infanzia o nell’adolescenza può avere conseguenze sul piano fisico e psicologico anche molto gravi, soprattutto se insorge precocemente e dura a lungo.
Tra i rischi più comuni ci sono carenze nutrizionali, alterazioni ormonali, rallentamento della crescita, debolezza, affaticamento, problemi cardiaci, disturbi gastrointestinali, alterazioni del ciclo mestruale e amenorrea, fragilità ossea e compromissione della concentrazione.
Nei casi più gravi possono comparire anche squilibri elettrolitici, disidratazione e danni agli organi interni, con un impatto significativo sulla salute generale e sullo sviluppo psicofisico del minore.
Tra gli effetti psicologici dei disturbi alimentari sugli adolescenti e sui bambini, evidenziamo poi peggioramento dell’umore, ansia e depressione, aumento dell’isolamento sociale e riduzione dell’autostima, con ricadute negative sul rendimento scolastico e sulle relazioni interpersonali.

Tipi di DCA nell’infanzia e nell’adolescenza e comorbilità
Sul piano diagnostico, nell’infanzia si rileva una crescita rilevante di anoressia infantile e ARFID, con sintomi come selettività e neofobia alimentare.
Tra i tipi di disturbi alimentari in adolescenza, oltre all’anoressia nervosa, si riscontrano poi anche binge eating e bulimia.
In età evolutiva è importante considerare anche la compresenza di altre condizioni psicologiche come stati d’ansia o disturbi dell’umore o neuroevolutive come nel caso del legame tra autismo e disturbi alimentari.
Queste comorbilità possono influenzare sia la valutazione sia il trattamento dei disturbi alimentari nell’infanzia e nell’adolescenza e vanno tenute in considerazione per un intervento terapeutico mirato e personalizzato.
Come si curano i DCA/DAN in infanzia e adolescenza?
Un’educazione alimentare chiara e un ambiente familiare sereno sono la prima forma di prevenzione.
È utile favorire un clima tranquillo a tavola, evitare commenti su peso e corpo, osservare con attenzione i cambiamenti nel comportamento alimentare e intervenire prima che il disturbo si strutturi in modo più grave.
È importante prestare attenzione e assumere un atteggiamento di ascolto e non giudicante, specialmente in una fase di vita delicata come l’adolescenza.
È fondamentale poi non minimizzare i segnali e rivolgersi a figure competenti come pediatra, neuropsichiatra infantile, psicologo esperto in età evolutiva.
Un intervento efficace richiede infatti spesso un approccio multidisciplinare e il coinvolgimento della famiglia.
L’approccio terapeutico di Centro Lilac
Tra i genitori che osservano modifiche rilevanti nelle abitudini alimentari dei propri figli, il timore dello sviluppo di un comportamento alimentare disfunzionale e rischioso può essere diffuso. In alcuni casi bastano piccoli cambiamenti nella routine e un approccio più sereno a tavola, in altri è necessaria la consulenza di professionisti.
Il team di Lilac offre consulenze iniziali gratuite per famiglie che sospettano un disturbo alimentare nel proprio figlio. Durante questo primo incontro, si cerca di capire la situazione del minore, le dinamiche familiari e i possibili fattori scatenanti.
Se emergono criticità, possono essere proposti:

Terapia individuale
Per affrontare ansie, bassa autostima o problematiche correlate

Terapia familiare
In presenza di dinamiche relazionali che influiscono negativamente sul rapporto col cibo.

Supporto nutrizionale
Elaborazione di un piano alimentare graduale e personalizzato
Alla fine della consulenza, si decide con i genitori il modo migliore per avere un buon rapporto con il cibo. Questo aiuta a migliorare la vita di tutta la famiglia.

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