Ti capita di mangiare grandi quantità di cibo in poco tempo, sentendoti incapace di fermarti? Provi vergogna, senso di colpa o disgusto dopo questi episodi? Potresti soffrire di Binge Eating Disorder (Disturbo da Alimentazione Incontrollata), il disturbo alimentare più diffuso al mondo.
Il nostro test gratuito, composto da sole 26 domande, si basa su strumenti di screening validati a livello internazionale e ti aiuta a capire se è il momento di rivolgerti a un professionista.
Questo test non fornisce una diagnosi, ma è un primo passo per prenderti cura di te.

Cos’è e a cosa serve il test:
Il test per il Binge Eating è uno strumento di screening autovalutativo progettato per identificare precocemente i sintomi del Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder, BED). Attraverso 26 domande chiave, il test esplora il tuo rapporto con il cibo, la frequenza degli episodi di abbuffata e il livello di disagio associato.
Perché fare uno screening per il Binge Eating?
A quali segnali prestare attenzione?
A seconda dei risultati, potresti considerare i seguenti passi:
Ricorda: il Binge Eating Disorder è un disturbo riconosciuto e trattabile. Chiedere aiuto è il primo passo verso il benessere.

Domande frequenti
No, il test è uno strumento di screening e non fornisce una diagnosi. Serve come primo passo per identificare possibili sintomi e capire se è opportuno rivolgersi a un professionista specializzato in disturbi alimentari.
Il test è composto da 26 domande e richiede circa 5-10 minuti per essere completato.
Il test è pensato principalmente per adulti e adolescenti. Il Binge Eating Disorder può manifestarsi a qualsiasi età, ma è più comune in età adulta. Se sospetti che un minore possa avere un problema alimentare, ti consigliamo di consultare direttamente un professionista.
Approfondimenti sulil Binge Eating
Il Binge Eating Disorder (BED) è il disturbo alimentare più diffuso, riconosciuto ufficialmente come diagnosi autonoma nel DSM-5 (American Psychiatric Association, 2013). Colpisce circa il 2-3% della popolazione generale e fino al 30% delle persone che cercano trattamenti per la perdita di peso (Grilo, 2017). A differenza della bulimia nervosa, chi soffre di BED non mette in atto condotte compensatorie dopo le abbuffate, il che può portare a un aumento di peso significativo e a complicanze metaboliche.
Il disturbo si associa frequentemente a depressione, ansia, bassa autostima e a una compromissione significativa della qualità della vita (Kessler et al., 2013). L’esordio può avvenire a qualsiasi età, ma tipicamente si manifesta nella tarda adolescenza o nella prima età adulta, spesso in seguito a diete restrittive, stress emotivo o eventi traumatici (Hilbert et al., 2019).
La buona notizia è che il Binge Eating Disorder risponde molto bene ai trattamenti evidence-based, in particolare alla terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e alla terapia interpersonale, con tassi di remissione significativi (Brownley et al., 2016).

Diagnosi e trattamento del Binge Eating
Il Binge Eating Disorder è stato riconosciuto come disturbo autonomo nel DSM-5 nel 2013, dopo decenni di ricerca. I criteri diagnostici richiedono episodi ricorrenti di abbuffata (almeno una volta a settimana per tre mesi), accompagnati da un marcato disagio e dall’assenza di condotte compensatorie sistematiche (American Psychiatric Association, 2013).
Principali approcci terapeutici evidence-based
Fattori di rischio e comorbilità
Il Binge Eating Disorder è un disturbo serio ma altamente trattabile. La diagnosi precoce e un intervento multidisciplinare — che integri psicoterapia, supporto nutrizionale e, quando necessario, trattamento farmacologico — permettono di ottenere risultati significativi e duraturi. Se il test suggerisce la presenza di sintomi, il passo successivo è rivolgersi a professionisti specializzati.
Bibliografia
Nota Bene: I riferimenti bibliografici sono forniti per approfondimenti scientifici e per attestare la validità dello strumento utilizzato in questo test di screening per il Binge Eating.
